Cos’è il PageRank e perché è ancora oggi così importante?

Si parla di PageRank dalla notte dei tempi, o almeno da quando si è iniziato a occuparsi di posizionamento su Google. Negli ultimi anni però qualcosa sembrava essere cambiato, con l’introduzione di altre metriche e di nuovi termini, come domain authority o trustrank di un sito web. Il PageRank sembrava ormai un concetto sorpassato, messo definitivamente in secondo piano, ma è davvero così oppure è ancora importante per chi si occupa di SEO? Continua a leggere per saperne di più.

Indice argomenti

  1. Cos’è il Google PageRank
  2. All’inizio era la link popularity: differenze con il PageRank
  3. La Google Toolbar: che fine ha fatto?
  4. PageRank Checker: come si misura il PageRank
  5. L’”evoluzione del PageRank”: il Trustrank
  6. Domain authority checker: quali sono oggi le metriche più importanti
  7. Il PageRank oggi

Cos’è il Google PageRank

Il PageRank, abbreviato in PR, è un punteggio che va da 1 a 10 che Google attribuisce ad un sito o a una pagina web, in base alla sua importanza. Una volta il PageRank di un sito veniva mostrato pubblicamente, grazie alla Google Toolbar, una barra colorata che identificava il valore attribuito ad un sito da parte di Google, con un punteggio numerico. Poi, negli anni, la Google Toolbar, come vedremo più avanti, è stata eliminata. Questo però non significa che il PageRank non sia più considerato un elemento di valore, ancora oggi, per Google.
Di solito, il PageRank fa riferimento alla quantità di link in entrata, e alla loro qualità, ma non solo. Google, per calcolare il PageRank di un sito web, prende in considerazione la quantità e la qualità dei link in entrata, il numero di link in uscita su ciascuna pagina linkata e il PageRank di ciascuna pagina linkata.

Quando una pagina riceve molti link in entrata autorevoli e rilevanti è considerata una pagina affidabile. Naturalmente non tutti i link in entrata sono uguali. Se il link proviene da una pagina con un PR alto vale ovviamente di più rispetto a quello proveniente da una con PR più basso. Quando un sito web viene messo online non ha alcun PageRank. Poi, dopo qualche mese, se viene fatto un lavoro di posizionamento corretto, può aumentare il proprio PR.

Google combina il PageRank con sofisticate tecniche di corrispondenza del testo per trovare pagine importanti e pertinenti per la tua ricerca

Seguendo una buona strategia, con contenuti originali e interessanti, che possono attrarre link esterni, il PageRank di un sito potrà migliorare. Il PageRank è importante ovviamente, come tutte le metriche e gli algoritmi del mondo Google che possono dare maggiore autorità al tuo sito web, ma non deve diventare un’ossessione. Infatti, proprio a causa di questa ossessione da parte dei SEO negli anni passati, Google ha deciso di rendere invisibile il valore attribuito ai vari siti, tramite la Google Toolbar. Google ha così affermato che il PageRank è importante ma non l’unico fattore nel modo in cui le pagine vengono classificate. Questo è positivo perché troppe persone si sono fissate sui punteggi del PageRank per troppo tempo.

Infatti, ancora più importante del PageRank è ottenere la fiducia dei potenziali clienti. Se il tuo sito genera traffico e converte, il PageRank non sarà più un tuo problema.

All’inizio era la link popularity: differenze con il PageRank

Esiste anche un altro concetto che fa riferimento ai link in entrata verso il nostro sito, ed è la link popularity.

La link popularity si riferisce al numero di backlink (link in entrata) che puntano a un determinato sito web. A differenza della domain popularity, ogni backlink viene conteggiato separatamente. Ad esempio, se da un sito A partono 5 link ad un sito B verranno conteggiati un totale di 5 backlink. La link popularity era importante per i motori di ricerca all’inizio ma successivamente si è dato rilevanza alla domain popularity che oltre alla quantità fornisce informazioni sulla qualità dei backlink. Per questo motivo è importante ottenere il maggior numero possibile di backlink di alta qualità, poiché tutti coloro che fanno clic su un backlink verranno indirizzati al tuo sito web.

Qualità e rilevanza sono pertanto i 2 concetti che devono essere alla base di una strategia di SEO offsite per evitare penalizzazioni e successivi Detox.

In passato, pertanto il SEO specialist che desiderava posizionarsi per una determinata parola chiave doveva fare in modo che quel termine venisse utilizzato come ancora (anchor text), se ne voleva far crescere il posizionamento, piazzando il maggior numero possibile di link con ancore a corrispondenza esatta, da pagine a PageRank elevato. Con il tempo però Google iniziò  a considerarla come una manipolazione dando alla link popularity via via sempre meno valore.

Infatti, la link popularity considera la popolarità di una singola pagina, mentre il PageRank valuta l’autorevolezza data dai link verso il nostro sito, che dovranno essere di valore per aumentare il punteggio attribuito da Google. Il PageRank è una quindi una sorta di “evoluzione” della link popularity, perché non si limita ad un semplice conteggio dei link in entrata verso un sito web per una data parola chiave, ma valuta come molto importante la qualità e la rilevanza di questi link.

La Google Toolbar: che fine ha fatto?

Oggi Google non lascia trapelare l’effettivo valore del PageRank di una pagina, ma fino al 2016, esisteva uno strumento in grado di offrire una stima approssimativa di questo parametro: la Google Toolbar. Poi, da quell’anno in poi è definitivamente sparita e oggi non viene più mostrata su nessun sito.

Questo indicatore mostrava il valore del PageRank per la pagina che si stava visitando, e poteva oscillare tra lo zero e il dieci. Dove zero di solito individuava i siti sui quali non era stato fatto un lavoro di posizionamento, con link in entrata, mentre dieci quelli che Google valutava come ottimi siti, degni di affidabilità. Questo valore era dettato da un logaritmo, che rendeva estremamente difficile passare da un PR6 a un PR7, piuttosto che da un PR2 a un PR3.
La Google Toolbar venne poi eliminata perché molti SEO davano valore a quella anziché alla creazione di contenuti di qualità che potessero rendere l’esperienza dell’utente sempre migliore, obiettivo che, soprattutto in questi ultimi anni, è diventato di primaria importanza per il motore di ricerca.

PageRank Checker: come si misura il PageRank

Qualche anno fa un aumento del punteggio di PageRank, evidenziato dalla barra di Google, era la dimostrazione che una strategia SEO stava dando i suoi frutti. L’aggiornamento dei valori del PageRank però non viene più reso visibile da Google da diversi anni. Una volta si poteva utilizzare uno dei tanti PageRank checker, ma oggi non è più così. Non esiste più un tool ufficiale, ma esistono invece varie metriche, come potremo vedere tra poco.

L’evoluzione del PageRank”: il Trustrank

Il TrustRank aiuta Google e altri motori di ricerca a combattere fenomeni di spam legati alla mera crescita di link senza un aumento della qualità di un sito web.

Il TrustRank misura i cosiddetti “segnali di fiducia“. L’algoritmo infatti è composto da oltre 200 metriche che vengono utilizzati per posizionare i risultati nella SERP.

Semplificando Google promuove i siti web di cui si fida e ne misura “la fiducia” nel loro algoritmo con il TrustRank. Questo spiega dunque perché un dominio appena registrato, di pochi mesi è più complesso da posizionare rispetto ad un sito avente una maggiore anzianità.

Questo però non significa che il PageRank non sia più preso in considerazione. Infatti, anche se non è più visibile, si tratta di una metrica ancora considerata da Google, seppur con qualche differenza rispetto al passato. Oggi si parla soprattutto di TrustRank, il cui obiettivo è quello di classificare una pagina web. Per migliorare l’autorevolezza del sito, non bisogna ricevere tanti link, ma è necessario ricevere link da siti autorevoli e rilevanti (in topic con gli argomenti trattati dal nostro sito).

Se stai cercando un tool utile per calcolare l’autorità di un dominio, e confrontare più domini tra loro, ti consiglio Pre post SEO. Si tratta di un tool gratuito molto utile a chi si occupa di SEO.

Domain authority checker: quali sono oggi le metriche più importanti

Tra i vari tool messi a disposizione da Pre Post SEO trovate https://www.prepostseo.com/domain-authority-checker che aiuta a misurare la Domain Authority (DA) di un dominio cioè un punteggio di ranking sviluppato da Moz che prevede la probabilità che un sito web si posizioni nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (SERP). 

Come dicevamo: ci sono alcune differenze rispetto al passato. Non si può più parlare esclusivamente di PageRank, perché le metriche per misurare l’autorità di un sito per Google sono diverse. Ora non si usa più utilizzare un PageRank Checker, come accadeva invece in passato, per capire come si sta comportando il posizionamento di un sito web, ma si fa invece riferimento ai “Domain Authority Checker”, che individuano l’autorità di un dominio in base ad altre metriche. Vediamo insieme quali sono.

Domain Authority (DA)

Una delle metriche per eccellenza, appena citata è la Domain Authority di Moz Explorer. Si tratta di un punteggio di ranking dei motori di ricerca sviluppato da Moz, che lavora sulla probabilità che un sito web ha di posizionarsi nelle prime pagine dei risultati. La Domain Authority attribuisce un punteggio di autorità di dominio che va da 1 a 100, con punteggi più alti corrispondenti a una maggiore capacità di classificazione. La metrica offre risultati sia sul dominio che sulle singole pagine, in quest’ultimo caso si parla di Page Authority (PA); questo spega perché nel tool suggerito trovate scritto DA PA Checker.

Zoom Authority (ZA)

Oggi una delle metriche più importanti è la Zoom Authority. SEO Zoom infatti è uno dei tool più famosi per monitorare il posizionamento di un sito web quindi, di conseguenza, la ZA è diventata la metrica più utilizzata per valutare siti e link in Italia.

La Zoom Authority indica il rendimento di un sito web nelle ricerche su Google e viene calcolata sui dati di tutti i domini esistenti nel database, quindi rappresenta una sorta di classificazione del dominio all’interno del web.

La differenza con le altre metriche sta nel fatto che la Zoom Authority non prende in considerazione il volume di traffico o i backlink. Infatti, tante volte si è visto che il numero o la qualità di un backlink era poi tradita dal fatto che un sito web non fosse posizionato con alcuna keyword importante, né ottenesse traffico organico. La Zoom Authority non tiene in considerazione i backlink, perché solo Google ha le informazioni necessarie per capire quanto essi pesino realmente sull’autorità di un sito web. La Zoom Authority infatti parte dall’osservazione delle SERP e dal gradimento dimostrato da Google verso il sito. In questo modo, ogni volta che Google cambierà il suo algoritmo, la ZA si adatterà a quello nuovo, senza ”falsare” alcun dato.

La Zoom Authority tiene invece in considerazione il trust, ovvero la fiducia che Google dimostra per un determinato sito web, la stabilità, ovvero quanto il sito web preso in esame è in grado di mantenere il proprio posizionamento, e l’opportunità, ovvero la possibilità che un determinato sito web ha di crescere sui motori di ricerca.

La stabilità del posizionamento organico di un sito web fa riferimento alle tante keyword posizionate in prima pagina. Ovviamente questo dato terrà conto di eventuali oscillazioni. Questo significa che se qualche parola chiave dovesse perdere il posizionamento, ma senza far crollare completamente il lavoro fatto, sarebbe comunque considerato un sito web stabile. Al contrario, un sito web con molto traffico, ma solo poche parole chiave posizionate nella prima pagina di Google, non verrà considerato stabile.

La Zoom Authority va da zero a cento, e gran parte dei siti web che ottengono risultati scarsi sui motori di ricerca hanno un punteggio basso. Un valore superiore a 40 è invece, a mio parere, significativo di un buon punteggio di “authority” secondo questa metrica.

Trust Flowe Citation Flow

Tutti i SEO hanno tool ai quali sono “maggiormente affezionati”; nel mio caso Majestic SEO è il mio must have che non manca mai in fase di analisi.

Google, come spiegato, dà un’enorme importanza a metriche come l’autorità di dominio (Domain Authority) tuttavia non mettendo più a disposizione dei valori “stabili” diventa rilevante incrociare i dati provenienti da più tool e tra questi suggerisco anche Majestic SEO e le sue 2 metriche Trust Flow e Citation Flow. Con Trust Flow o Citation Flow, è più facile classificare un sito web in base alla sua qualità, autorità o fiducia. Vediamo qual è la differenza tra Citation Flow e Trust Flow e come interagiscono.

Trust Flow è una metrica registrata da Majestic che analizza l’affidabilità di un sito misurandone la qualità. La qualità è il dato essenziale di questa metrica. Se un link che punta al tuo sito web è autorevole e qualitativo, il tuo Trust Flow aumenterà.

Citation Flow è anch’essa una metrica registrata da Majestic SEO che si riferisce alla popolarità di un collegamento in un sito senza considerare la qualità di questi collegamenti. Un sito web con molti link che puntano ad esso sarà influente e riceverà un buon flusso di citazioni (Citation Flow).

Per esperienza diretta se il Trust Flow aumenta, dovrebbe aumentare anche il Citation Flow, ma non è vero il viceversa: se il Citation Flow aumenta, non ci sono prove che aumenterà anche il Trust Flow. L’aspetto chiave è sempre il solito, evitare link di bassa qualità in ingresso al sito. Se vi accorgete che qualche SEO inesperto ha fatto una manipolazione del vostro profilo backlink vi ricordo questo tool Google Disavow per comunicare che prendete le distanze da link spammosi che potrebbero impattare negativamente sulla fiducia che Google potrebbe riporre nel vostro dominio. Qui un utile approfondimento

Riguardo Trust Flow e Citation Flow mi preme dire che un buon Trust Flow (>25) è più difficile da ottenere rispetto a un Citation Flow che sarà sempre più alto del Trust Flow. Inoltre, anche se stai sviluppando una strategia di Digital PR per la creazione di link di qualità valuta sempre l’autorevolezza del dominio di origine; esiste infatti una correlazione tra un sito che ha un Trust flow alto (significa che ha molti backlink qualitativi) ed il traffico organico che viene generato.

DA, ZA, Trust Flow sono metriche esterne valide ma da analizzare con attenzione; ne esistono alche altre. L’autorità di dominio viene calcolata valutando più fattori, ma non è una metrica utilizzata da Google per determinare le classifiche di ricerca e non ha alcun effetto sulle SERP. Il calcolo della Domain Authority stabilisce una correlazione tra i dati e le classifiche su migliaia di risultati di ricerca effettivi. Per questo motivo, l’autorità di dominio è difficile da influenzare direttamente. Si tratta infatti di un aggregato di metriche che ha lo scopo di prevedere la competitività di un determinato sito nei risultati di ricerca di Google. Poiché Google tiene conto di molti fattori, una metrica che cerca di calcolarlo deve incorporarne diversi.

Quindi, se vuoi migliorare l’autorevolezza del tuo dominio dovrai migliorare la tua SEO complessiva, facendo attenzione soprattutto ai link in entrata, che dovranno provenire da pagine autorevoli. L’autorità potrà poi cambiare, aumentando o diminuendo, in base alla crescita, e all’autorità, dei tuoi link.

Il PageRank oggi

Solo perché non esiste più la Google Toolbar che rende visibile a tutti il punteggio PageRank di una pagina web non significa che questa metrica non sia ancora utilizzata o considerata importante da Google. La domanda che molti di noi si fanno è: il PageRank oggi è ancora importante? Sì, lo è. Ma è anche diventata una metrica più complessa. Infatti, viene influenzata da tanti fattori diversi, sia strutturali che linguistici, interni alla pagina. Inoltre, valuta anche il comportamento degli utenti: gli interessi, l’indice di gradimento e il numero di volte che un link è stato cliccato, solo per citarne alcuni.

Un altro fattore importante, per quanto riguarda il Google PageRank, è la quantità di link presenti nella pagina esterna che linka il nostro sito. Più sono, meno contributo darà al nostro sito, in termini di autorità. Inoltre, sono importanti anche gli argomenti trattati dalla pagina esterna, rispetto a quello del nostro sito. Se l’argomento è irrilevante rispetto a quello trattato da noi, Google considererà il link poco rilevante. Oggi l’importanza del PageRank è sicuramente diminuita e hanno trovato spazio altre metriche, come abbiamo visto. Il PageRank oggi è soltanto uno dei tanti fattori considerati da Google, e non è necessariamente vero che un buon PageRank sia sinonimo di buon posizionamento. Nonostante questo, gioca ancora un peso per Google, nello stabilire quali risultati mostrare in SERP.

Migliorare il PageRank di un sito web, così come l’autorevolezza di un dominio, è sicuramente uno degli obiettivi dei miei servizi SEO professionali. SEO Leader, segue aziende e professionisti per migliorare la loro visibilità sui motori di ricerca, ti aiuterà a migliorare l’autorevolezza e il posizionamento del tuo sito web su Google. Per un preventivo gratuito, contattami.

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