Le parole chiave (o keyword) sono i termini che le persone digitano su Google ed altri motori di ricerca (Bing ed LLM engine) per trovare informazioni, prodotti o servizi. Rappresentano il ponte tra le domande degli utenti e i contenuti online: sceglierle correttamente significa intercettare traffico qualificato e migliorare il posizionamento del proprio sito.
Oggi non vinci ripetendo ossessivamente la keyword: vinci quando il tuo contenuto è semanticamente completo e ogni sezione risolve un sotto-problema (definizione, esempi, tipologie, strumenti, dove inserirle). È così che Google seleziona i chunk migliori per AI Overview e risultati avanzati.
In questa guida aggiornata al 2026 scoprirai cos’è una parola chiave, quali tipologie esistono, come trovarle con gli strumenti giusti e come usarle efficacemente nella tua strategia SEO, tenendo conto anche delle evoluzioni portate dall’intelligenza artificiale e dalla ricerca generativa.
Cos’è una parola chiave e perché è fondamentale

Una parola chiave (in inglese keyword) è un termine o una frase che descrive il contenuto di una pagina web e che gli utenti inseriscono nella barra di ricerca di Google, Bing o altri motori per trovare risposte alle proprie domande.
Dal punto di vista tecnico, le parole chiave funzionano come segnali che aiutano i motori di ricerca a capire di cosa tratta una pagina e a mostrarla nei risultati quando qualcuno cerca quell’argomento.
Perché le parole chiave sono importanti per la SEO
Le keyword sono il fondamento dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) per diversi motivi:
- Intercettano la domanda: permettono di capire cosa cercano gli utenti e di creare contenuti che rispondano esattamente a quelle esigenze
- Guidano il traffico organico: un contenuto ottimizzato per le giuste parole chiave attrae visitatori qualificati senza costi pubblicitari diretti
- Migliorano il posizionamento: Google valuta la pertinenza tra query dell’utente e contenuto della pagina; le keyword aiutano a stabilire questa corrispondenza
- Supportano le campagne PPC: nelle campagne Google Ads e Microsoft Ads, le parole chiave determinano quando e a chi mostrare gli annunci
Parole chiave o parole chiavi: qual è il plurale corretto
Dal punto di vista linguistico, come indicato dall’Accademia della Crusca, la forma corretta è “parole chiave”. Il termine “chiave” funge da aggettivo invariabile in questo composto. Sebbene “parole chiavi” sia talvolta usato nel linguaggio comune, per mantenere autorevolezza è preferibile utilizzare la forma corretta e professionale.
Differenza tra parola chiave e query di ricerca
Spesso questi termini vengono usati come sinonimi, ma esiste una sottile differenza:
- Parola chiave: è il termine target su cui ottimizzi un contenuto (prospettiva del marketer)
- Query: è la frase effettivamente digitata dall’utente nel motore di ricerca (prospettiva dell’utente)
Una singola parola chiave target può corrispondere a molteplici query con formulazioni diverse ma stesso intento.
Tipologie di parole chiave: la classificazione completa
Le keyword si classificano in base a diversi criteri: intento di ricerca, lunghezza, specificità. Conoscere queste categorie ti permette di costruire una strategia SEO equilibrata e completa.

Parole chiave per intento di ricerca (search intent)
L’intento di ricerca è la motivazione che spinge l’utente a effettuare una ricerca. Comprendere l’intento è fondamentale per creare contenuti che rispondano alle reali esigenze del pubblico.
Keyword informazionali: l’utente cerca informazioni, vuole imparare qualcosa o risolvere un problema. Sono le più comuni e rappresentano circa il 70-80% delle ricerche.
Esempi: “cosa sono le parole chiave”, “come fare keyword research”, “differenza tra SEO e SEM”. Contenuti ideali: guide, tutorial, articoli esplicativi, FAQ.
Keyword navigazionali: l’utente sa già dove vuole andare e cerca un sito o una pagina specifica.
Esempi: “Google Keyword Planner”, “SEOZoom login”, “Semrush prezzo”. Contenuti ideali: landing page di brand, pagine prodotto, homepage.
Keyword transazionali: l’utente è pronto a compiere un’azione: acquistare, iscriversi, scaricare.
Esempi: “comprare corso SEO online”, “preventivo consulenza SEO”, “download ebook marketing”. Contenuti ideali: pagine di vendita, schede prodotto, landing page con call-to-action.
Keyword commerciali (commercial investigation): l’utente sta valutando opzioni prima di decidere. È a metà strada tra informazione e transazione.
Esempi: “migliori tool SEO 2026”, “Semrush vs Ahrefs confronto”, “recensioni SEOZoom”. Contenuti ideali: comparazioni, recensioni, classifiche, pro/contro.
Parole chiave per lunghezza
Keyword a coda corta (short tail o head keyword): composte da 1-2 parole, hanno alto volume di ricerca ma anche alta competizione e intento generico.
Esempio: “SEO”, “parole chiave”, “marketing”. Caratteristiche: difficili da posizionare per siti nuovi, basso tasso di conversione, alto traffico potenziale.
Keyword a coda lunga (long tail): frasi di 3 o più parole, hanno volume inferiore ma intento più specifico e minor competizione.
Esempio: “come trovare parole chiave per blog aziendale”, “strumento gratuito ricerca keyword”. Caratteristiche: più facili da posizionare, alto tasso di conversione, traffico qualificato.
La distribuzione tipica è: il 20% del traffico viene dalle head keyword, l’80% dalle long tail.
Altre tipologie importanti
Keyword branded e non-branded: le branded contengono il nome di un brand (“Nike scarpe running”, “SEO Leader consulenza”); le non-branded sono generiche, senza riferimento a marchi (“scarpe running ammortizzate”).
Keyword geo-localizzate (local SEO): contengono riferimenti geografici e sono fondamentali per attività locali. Esempio: “consulente SEO Milano”, “ristorante vegano Roma centro”.
Keyword stagionali ed evergreen: le stagionali hanno volume che varia nel tempo (“regali Natale”, “costumi Halloween”); le evergreen hanno interesse costante tutto l’anno (“come scrivere un curriculum”).
Come trovare le parole chiave: strumenti e metodo
La ricerca delle parole chiave (keyword research) è il processo sistematico per identificare i termini su cui vale la pena concentrare gli sforzi SEO. Ecco gli strumenti principali e il metodo da seguire.
Strumenti gratuiti per la keyword research
Google Keyword Planner: è lo strumento gratuito di Google, accessibile tramite account Google Ads. Fornisce volumi di ricerca, competizione e suggerimenti di keyword correlate. È affidabile per i dati perché provengono direttamente da Google, ma mostra range di volume anziché numeri precisi per chi non ha campagne attive.
Google Suggest e ricerche correlate: digitando una query su Google, i suggerimenti automatici (autocomplete) e le “ricerche correlate” in fondo alla SERP mostrano cosa cercano realmente gli utenti. Sono gratuiti e riflettono ricerche reali.
Google Trends: mostra l’andamento nel tempo dell’interesse per un termine, utile per identificare trend e stagionalità.
Answer The Public: genera domande e preposizioni legate a una keyword, utile per trovare long tail e contenuti FAQ.
Strumenti professionali a pagamento
Semrush: piattaforma completa che offre keyword research, analisi competitor, tracking posizioni, audit SEO. Molto accurata sui volumi di ricerca globali.
SEOZoom: suite italiana particolarmente precisa per il mercato italiano. Ottima per keyword research, analisi competitor nazionali, monitoraggio posizionamento.
Ahrefs: eccellente per l’analisi dei backlink e la keyword research. Il database keyword è molto ampio e include anche YouTube, Amazon, Bing.
Ubersuggest: strumento accessibile con versione gratuita limitata. Buon rapporto qualità/prezzo per chi inizia.
Metodo pratico per la keyword research in 6 passi
- Parti dall’intento, non dalla keyword: scrivi in una riga cosa vuole ottenere l’utente. Esempio: “parole chiave” = capire definizione + esempi + uso in SEO + strumenti.
- Estrai le domande reali (PAA e correlate): guarda People Also Ask, ricerche correlate, suggerimenti di Google (autocomplete). Qui trovi spesso le migliori long tail.
- Costruisci un ventaglio di sotto-query (query fan-out): per “parole chiave” il ventaglio tipico include definizione, esempi, “parole chiave o parole chiavi”, “parole chiave in un testo”, strumenti, keyword research.
- Valida con i dati (volume, difficoltà, CPC): usa Google Keyword Planner per volumi e previsioni, tool SEO (SEOZoom, Semrush) per difficoltà, opportunità, varianti.
- Seleziona una keyword principale + un set di supporto: per questa guida, principale: “parole chiave”; supporto: “parola chiave”, “cosa sono le parole chiave”, “come trovare le parole chiave”, “strumenti parole chiave”.
- Crea una struttura che risponda meglio di tutti: ogni H2/H3 deve avere una funzione: rispondere a una sotto-domanda, con esempi.
Come usare le parole chiave nella SEO on-page
Una volta identificate le keyword giuste, devi inserirle strategicamente nei contenuti. L’obiettivo non è “riempire” la pagina di keyword (keyword stuffing, pratica penalizzata), ma usarle in modo naturale e pertinente.
Dove inserire le parole chiave
Title tag: è il titolo che appare nella SERP. La keyword principale deve essere presente, preferibilmente all’inizio. Esempio efficace: “Parole chiave: cosa sono e come trovarle | Guida SEO”.
Meta description: non è un fattore di ranking diretto, ma influenza il CTR. Includi la keyword in modo naturale e crea un testo persuasivo.
URL (permalink): un URL breve e descrittivo che contiene la keyword migliora sia la SEO che l’esperienza utente.
Heading (H1, H2, H3): l’H1 deve contenere la keyword principale. Gli H2 e H3 possono includere keyword secondarie e correlate.
Primo paragrafo e contenuto: Google dà peso al testo iniziale. La keyword principale dovrebbe apparire nelle prime 100-150 parole. Nel resto del contenuto, usa sinonimi e variazioni naturali.
Alt text delle immagini: descrivi le immagini includendo keyword pertinenti dove appropriato.
Link interni (anchor text): collega le pagine del sito usando anchor text descrittivi che includano keyword rilevanti.
Densità delle parole chiave: il mito da sfatare
Non esiste una “densità ideale” da rispettare. Con gli algoritmi moderni basati su embeddings e comprensione semantica, Google capisce il significato del testo senza bisogno di ripetizioni meccaniche. Regola pratica: scrivi in modo naturale per gli utenti. Se il contenuto risponde all’intento della keyword, Google lo capirà anche senza ripetizioni forzate.
Parole chiave e intelligenza artificiale: cosa cambia nel 2026
L’evoluzione della ricerca Google verso AI Overview e sistemi generativi sta trasformando il ruolo delle parole chiave. Ecco cosa devi sapere.
Dagli embeddings alla pertinenza semantica
I motori di ricerca moderni non cercano più corrispondenze esatte di keyword. Usano modelli di linguaggio (LLM) che trasformano testi in rappresentazioni numeriche chiamate embeddings. Due contenuti che trattano lo stesso argomento con parole diverse vengono comunque riconosciuti come semanticamente simili.
Implicazione pratica: usare sinonimi, variazioni e concetti correlati arricchisce il contenuto e lo posiziona meglio nel cluster semantico dell’argomento.
Query fan-out e copertura delle sotto-domande
Google AI Mode scompone le query complesse in sotto-domande. Per “parole chiave”, le sotto-query generate potrebbero essere: “cosa sono”, “come trovarle”, “strumenti”, “tipi”, “come usarle”. Un contenuto che risponde a tutte queste sotto-domande ha più probabilità di essere selezionato come fonte.
Struttura chunkable per AI overview
Le risposte delle AI Overview sono costruite estraendo “chunk” di testo da diverse fonti. Per aumentare le probabilità di essere citati:
- Usa paragrafi autonomi e comprensibili fuori contesto
- Fornisci definizioni chiare all’inizio delle sezioni
- Struttura con heading, bullet point, tabelle dove appropriato
- Rispondi direttamente alle domande senza giri di parole
Keyword e GEO (Generative Engine Optimization)
La GEO è l’ottimizzazione per i motori generativi (AI). Le parole chiave rimangono importanti, ma il focus si sposta su:
- Copertura semantica completa dell’argomento
- Autorevolezza dimostrata (E-E-A-T)
- Struttura estraibile per la sintesi AI
- Citazioni e fonti verificabili
Parole chiave in un testo: cosa significa e come trovarle
Questa query ha due interpretazioni, entrambe cercate frequentemente:
Parole chiave in un testo (studio, scuola, scrittura)
In questo contesto, le parole chiave sono i concetti principali che “riassumono” un brano: temi, soggetti, termini ricorrenti.
Come trovarle velocemente:
- Evidenzia parole ripetute e concetti chiave
- Trasforma ogni paragrafo in una frase
- Scegli 5-10 termini che, letti da soli, descrivono l’argomento
Parole chiave in un testo (SEO)
Nel contesto SEO, le parole chiave in un testo sono i termini che vuoi intercettare con quella pagina. Qui contano: intento, cluster semantico, e copertura delle sotto-domande.
Parole chiave per la local SEO
Le keyword geo-localizzate sono cruciali per attività con presenza territoriale. Combinano il servizio offerto con il luogo di riferimento.
Come strutturare keyword locali
Formula base: [servizio] + [località]
Esempi: “consulente SEO Milano”, “dentista Roma Trastevere”, “ristorante sushi Torino centro”.
Ottimizzazione per ricerche locali
- Google Business Profile: ottimizza la scheda con keyword locali nella descrizione
- NAP consistente: Nome, Indirizzo, Telefono identici su tutto il web
- Pagine dedicate: crea landing page specifiche per ogni località servita
- Recensioni: incoraggia recensioni che menzionino la località
Cluster di parole chiave e pillar page
Una strategia SEO moderna organizza le keyword in cluster tematici attorno a pillar page.
Cos’è un topic cluster
È un insieme di contenuti interconnessi che coprono un argomento principale (pillar) e tutti i suoi sotto-argomenti (cluster).
Come costruire un cluster
- Pillar page: contenuto esaustivo sulla keyword principale (es. “Parole chiave: guida completa”)
- Cluster content: articoli specifici su sotto-argomenti (es. “Come fare keyword research”, “Long tail keyword: cosa sono”, “Strumenti per trovare keyword”)
- Link interni: tutti i cluster linkano alla pillar e viceversa
Questa struttura:
- Dimostra autorevolezza sull’argomento
- Facilita la navigazione per utenti e crawler
- Distribuisce l’autorità tra le pagine
- Migliora le probabilità di posizionamento per l’intero cluster
Errori comuni da evitare con le parole chiave
- Keyword stuffing: ripetere la keyword in modo innaturale pensando di migliorare il posizionamento. Google lo riconosce e penalizza.
- Ignorare l’intento di ricerca: ottimizzare per keyword senza considerare cosa cerca realmente l’utente. Un contenuto informazionale non si posizionerà per query transazionali.
- Puntare solo alle keyword ad alto volume: le keyword competitive richiedono tempo e risorse per posizionarsi. Bilanciare con long tail più accessibili.
- Non aggiornare la keyword research: le ricerche degli utenti evolvono. Rivedi periodicamente le keyword target.
- Cannibalizzazione: più pagine che competono per la stessa keyword si ostacolano. Ogni keyword principale dovrebbe avere una sola pagina dedicata.
- Aprire senza dare una definizione immediata: Google oggi premia sezioni/chunk risolutivi. Se non rispondi subito, perdi i chunk che l’AI Overview seleziona.
Conclusioni: le parole chiave nel 2026
Le parole chiave rimangono il fondamento della SEO, ma il loro ruolo è evoluto. Non basta più inserire keyword nei punti giusti: serve creare contenuti che rispondano completamente all’intento dell’utente, coprano l’ampiezza semantica dell’argomento e siano strutturati per essere compresi sia dagli utenti che dai sistemi AI.
Il futuro appartiene a chi saprà bilanciare ottimizzazione tecnica e qualità del contenuto, costruendo autorevolezza su cluster tematici completi e pertinenti.
Se hai bisogno di supporto per definire la strategia keyword del tuo sito, richiedimi una consulenza SEO personalizzata.
Domande frequenti sulle parole chiave (FAQ)
Cosa sono le parole chiave?
Le parole chiave sono i termini che le persone digitano nei motori di ricerca per trovare informazioni, prodotti o servizi. In SEO, sono i termini target su cui ottimizzi un contenuto per farlo trovare quando gli utenti cercano quell’argomento.
Quali sono le parole chiave?
Le parole chiave sono parole o frasi che sintetizzano un bisogno espresso in ricerca (query). Possono essere informazionali (“come fare…”), navigazionali (“nome brand”), transazionali (“comprare…”) o commerciali (“migliori…”).
Come si trovano le parole chiave?
Parti dall’intento dell’utente, estrai domande e correlate dalla SERP (People Also Ask, ricerche correlate), costruisci varianti (long tail), poi valida con strumenti come Google Keyword Planner, SEOZoom o Semrush. Analizza volumi, difficoltà e CPC per prioritizzare.
Si dice “parole chiave” o “parole chiavi”?
La forma corretta è “parole chiave” (invariabile). L’Accademia della Crusca conferma che nelle locuzioni composte da sostantivo + sostantivo in funzione di aggettivo, il secondo elemento resta invariato: parole chiave, testimoni chiave, argomenti chiave.
Cosa sono le parole chiave in un testo?
Le parole chiave in un testo sono i termini che identificano l’argomento principale. Nel contesto scolastico/scrittura sono i concetti che riassumono il contenuto. Nel contesto SEO sono i termini su cui si ottimizza la pagina per farla trovare sui motori di ricerca.
Cosa sono le frasi chiave?
Le frasi chiave sono keyword composte da più parole (es. “strumenti parole chiave”, “come trovare parole chiave per SEO”). Sono spesso più specifiche e più vicine a un intento definito, con minor competizione rispetto alle keyword singole.
Cosa sono le parole chiave di ricerca?
Sono le keyword usate dagli utenti nei motori di ricerca. In pratica: le query che vuoi intercettare con contenuti pertinenti. “Parole chiave di ricerca” è sinonimo di “keyword” nel contesto SEO.
Quante parole chiave usare in un articolo?
Non esiste un numero fisso. La regola è avere una keyword principale target e un insieme di keyword secondarie e correlate che coprano l’argomento in modo naturale. Più che contare le ripetizioni, concentrati sulla copertura semantica completa del tema.
Quali sono i migliori strumenti per trovare parole chiave?
I più usati sono Google Keyword Planner (gratuito), Semrush, Ahrefs, SEOZoom (ottimo per l’Italia), Ubersuggest. La scelta dipende dal budget e dal mercato di riferimento.
A cosa serve Google Keyword Planner?
Serve a trovare idee di keyword e stimare volumi, trend e previsioni (soprattutto in ottica Google Ads, ma utile anche per validare domande reali). Fornisce dati affidabili perché provengono direttamente da Google.
Le parole chiave servono ancora con l’intelligenza artificiale?
Sì, ma il loro ruolo è evoluto. Con i sistemi AI, conta più la copertura semantica dell’argomento e l’allineamento con l’intento di ricerca che la semplice ripetizione di termini. Le keyword restano il punto di partenza per capire cosa cercano gli utenti.
Come influisce l’AI Overview sulle parole chiave?
L’AI di Google non cerca più solo la corrispondenza esatta della parola, ma la profondità del contenuto. Gestire la query fan-out all’interno del testo (coprendo tutte le sotto-domande) aumenta le possibilità di essere citati nei riquadri AI.
Che differenza c’è tra keyword e query?
La keyword è il termine target del marketer (ciò per cui ottimizzi). La query è la frase effettiva digitata dall’utente. Una keyword può corrispondere a molte query diverse con lo stesso intento.
Cos’è la keyword difficulty?
È un indice che stima quanto sia difficile posizionarsi per una determinata parola chiave, basandosi sull’autorità dei siti già presenti in SERP. Keyword con alta difficulty richiedono più tempo, contenuti di qualità e backlink per essere conquistate.
Cosa fare se una parola chiave perde posizioni?
Analizza se l’intento di ricerca è cambiato studiando la SERP attuale. Spesso è necessario aggiornare il contenuto con nuovi dati, entità correlate o migliorare la risposta immediata all’inizio della pagina. Verifica anche la copertura delle sotto-query (query fan-out) e la struttura chunkable per AI Overview.