SERVIZI PER CMS
SERVIZI DIGITAL MARKETING

La maggior parte delle aziende italiane che prova a fare content marketing commette lo stesso errore: pubblica contenuti. Articoli scritti bene, post social curati, newsletter puntuali. Eppure dopo sei mesi i risultati non arrivano. Le visite restano basse, i contatti qualificati scarseggiano, il brand non si posiziona come riferimento nel proprio settore.

Il problema non è la quantità né la qualità dei singoli pezzi. È che manca una strategia. Il content marketing, quando è fatto con metodo, non è comunicazione fine a se stessa: è il sistema che fa sì che le persone giuste trovino la tua azienda nel momento in cui stanno cercando esattamente ciò che offri, si fidino di te prima ancora di contattarti, e scelgano te invece di un competitor.

Content Marketing
Content Marketing

L’ho visto funzionare su decine di progetti — PMI italiane, professionisti, aziende B2B con cicli di vendita lunghi e aziende ecommerce — e la differenza tra chi ottiene risultati e chi no è sempre la stessa: chi capisce che i contenuti non sono un’attività di supporto al marketing, ma il motore principale di visibilità, autorevolezza e conversione nell’ecosistema digitale attuale.

In questa guida trovi tutto quello che serve per costruire una strategia di content marketing efficace nel 2025-2026, tenendo conto di come Google e i sistemi di intelligenza artificiale selezionano i contenuti da mostrare agli utenti — una dimensione che ha cambiato le regole del gioco e che troppo spesso viene ignorata.

Content Marketing
Content Marketing

Cos’è il content marketing: definizione e significato

Il content marketing è una strategia di marketing basata sulla creazione e distribuzione sistematica di contenuti utili, rilevanti e coerenti, con l’obiettivo di attrarre un pubblico definito e guidarlo verso un’azione concreta. Non è pubblicità. Non è promozione diretta. È la capacità di un brand di farsi trovare — e di essere scelto — perché sa rispondere in modo preciso alle domande, ai dubbi e ai bisogni delle persone.

Il termine è anglosassone e non ha una traduzione italiana univoca: si usa anche “marketing dei contenuti” o “strategia dei contenuti”. Nella pratica, include tutto ciò che un brand produce per comunicare valore: articoli di blog, video, podcast, newsletter, ebook, case study, post social, guide pratiche, white paper.

Il Content Marketing Institute lo definisce come “una tecnica di marketing volta a creare e distribuire contenuti pertinenti e di valore per attrarre, acquisire e coinvolgere un pubblico target chiaramente definito”. La parola chiave è valore: un contenuto che non risponde a una domanda reale, non genera fiducia, non educa — non è content marketing. È rumore.

Content marketing e inbound marketing: la differenza che conta

Il content marketing è la componente operativa dell’inbound marketing — la filosofia che vuole che siano le persone a trovare il brand, e non il contrario. Mentre l’outbound marketing interrompe (spot televisivi, banner, chiamate a freddo), l’inbound marketing attrae: crea le condizioni perché chi ha un problema trovi la soluzione, e con essa, il brand.

Per approfondire il funzionamento dell’ecosistema inbound e quali canali attivare in base al tipo di business, leggi la guida sulla lead generation B2B e le strategie per trovare nuovi clienti.

Perché fare content marketing: vantaggi concreti e dati di riferimento

Content Mktg | Agenzia Content Marketing
Content Mktg | Agenzia Content Marketing

Secondo il Content Marketing Institute, le aziende che investono in content marketing generano in media il 67% di contatti qualificati in più rispetto a chi non lo fa, con costi di acquisizione inferiori del 62% rispetto ai canali pubblicitari tradizionali. Questi numeri non sono sorprendenti, se si capisce il meccanismo: un contenuto utile continua a lavorare per mesi o anni dopo la pubblicazione, senza richiedere budget aggiuntivi per ogni nuova visualizzazione.

Il dato non è isolato: secondo le stime globali, il fatturato del settore content marketing ha raggiunto i 63 miliardi di dollari nel 2022 e dovrebbe superare i 107 miliardi entro il 2026 Statista, a conferma che la domanda di contenuti professionali sta crescendo strutturalmente.

I vantaggi principali si traducono concretamente in:

  • Posizionamento organico e traffico qualificato. I contenuti ottimizzati per la ricerca portano visitatori che stanno già cercando ciò che offri — non traffico generico ma traffico ad alta intenzione. Il posizionamento SEO e il content marketing sono inseparabili: un articolo che risponde a una query precisa può portare traffico ogni giorno per anni.
  • Brand awareness e autorevolezza di settore. Un brand che pubblica contenuti autorevoli e aggiornati diventa il punto di riferimento nella propria categoria. La brand awareness non è solo notorietà: è la percezione di competenza e affidabilità che precede la decisione di acquisto.
  • Lead generation e riduzione del ciclo di vendita. I contenuti educativi avvicinano il potenziale cliente alla soluzione prima ancora che contatti l’azienda. Chi arriva dopo aver letto tre articoli, un case study e una guida pratica è già in una fase avanzata del processo decisionale.
  • Fidelizzazione e passaparola. I clienti esistenti che trovano valore nei contenuti post-acquisto (tutorial, guide avanzate, newsletter) rimangono più a lungo, acquistano di più e diventano promotori del brand.
  • ROI superiore rispetto alla pubblicità a pagamento. Il content marketing ha un costo marginale decrescente: il valore di un contenuto aumenta nel tempo, mentre il budget pubblicitario smette di produrre risultati non appena si smette di pagare.

Come funziona il content marketing: le 5 fasi del processo

Un processo di content marketing efficace si articola in cinque fasi sequenziali. Nella mia esperienza con aziende italiane — dalla PMI locale all’azienda B2B con distribuzione nazionale — questa sequenza vale indipendentemente dal settore o dalla dimensione del budget:

  1. Definire obiettivi, pubblico di riferimento, topic prioritari e formati. Senza questa fase, si produce “contenuto per produrre contenuto”.
  2. Creare i contenuti con un approccio orientato alla pertinenza semantica: non solo rispondere alla domanda esplicita, ma coprire tutti i concetti correlati che il lettore — e il motore di ricerca — si aspettano di trovare.
  3. Distribuire il contenuto sul canale primario con una struttura tecnica corretta: tag H, meta title, internal linking, immagini ottimizzate.
  4. Amplificare la reach attraverso i canali secondari: social, newsletter, campagne di distribuzione. Un contenuto eccellente non pubblicizzato è come un libro chiuso in magazzino.
  5. Provare (misurare). Analizzare le performance con KPI specifici, identificare cosa funziona e ottimizzare. Il content marketing non è un’attività one-shot: è un sistema che si affina nel tempo.

Tipi di content marketing: una mappa completa dei formati

Non esiste un’unica forma di content marketing. I formati vanno scelti in base all’obiettivo, al pubblico e al canale di distribuzione.

Articoli e blog

Il formato più diffuso e ancora il più efficace per il posizionamento organico. Un articolo ben strutturato, che risponde in modo esaustivo a una query specifica, è il tipo di contenuto che Google valuta più favorevolmente per le ricerche informazionali e commerciali. La lunghezza non è un valore in sé: conta la completezza semantica rispetto all’intento di ricerca.

Video e podcast

I video sono il formato con il più alto tasso di engagement nei canali social e su YouTube. I podcast funzionano bene per brand che vogliono costruire un rapporto continuativo con il proprio pubblico. Entrambi i formati possono essere trascritti e ottimizzati per la ricerca testuale, amplificando il rendimento del singolo contenuto.

Email marketing e newsletter

Il canale con il ROI più alto tra tutti i formati digitali — in media 36 euro per ogni euro investito secondo le stime di settore. Una newsletter non è un bollettino aziendale: è uno strumento per mantenere un contatto diretto, qualificato e non mediato dagli algoritmi delle piattaforme.

User generated content (UGC)

Recensioni, testimonianze, contenuti creati dagli utenti: spesso sottovalutati ma fondamentali per la credibilità percepita. Il 92% dei consumatori si fida più di un contenuto creato da altri utenti che di quello prodotto direttamente dal brand (Nielsen). Incentivare e amplificare i contenuti UGC è una strategia ad alto impatto e basso costo.

Ebook, white paper e case study

Contenuti approfonditi, tipicamente usati in contesti B2B per la lead generation. In cambio di un contatto email, l’utente riceve un documento di valore: una guida pratica, un’analisi di settore, un caso studio reale. Sono strumenti efficaci per qualificare i lead e accorciare il ciclo di vendita.

Contenuti social

Post, storie, reel, infografiche: il content marketing sui social non è solo comunicazione di brand, ma costruzione di comunità. La differenza tra un brand con una community attiva e uno senza è la capacità di generare traffico organico, passaparola e advocacy a costo marginale.

Content marketing B2B e B2C: dove cambia la strategia

Content Marketing | Content MKTG
Content Marketing | Content MKTG

La distinzione tra B2B e B2C non riguarda solo il pubblico: cambia il tono, i formati, gli obiettivi e le metriche di successo.

Content marketing B2B

Nel B2B il ciclo decisionale è lungo e coinvolge più figure aziendali. Il contenuto deve costruire autorevolezza e fiducia nel tempo, rispondere a domande specifiche del settore e accompagnare il decision maker attraverso ogni fase del percorso d’acquisto — dalla consapevolezza del problema fino alla valutazione delle soluzioni.

Un esempio concreto: un’azienda che vende software gestionale a PMI manifatturiere non può limitarsi a scrivere “perché il nostro software è il migliore”. Deve produrre articoli su “come ridurre gli errori di magazzino”, guide su “integrazione ERP e sistemi legacy”, case study che mostrano risultati misurabili — riduzione dei costi operativi del 18%, diminuzione degli scarti del 23%. Questo tipo di contenuto non vende direttamente: qualifica il lead prima che arrivi al commerciale, accorciando il ciclo di trattativa.

I formati più efficaci in B2B: articoli approfonditi, case study con dati reali, white paper, webinar, newsletter verticali su topic specifici. Le metriche da monitorare: qualità dei lead generati, tasso di conversione da lead a cliente, tempo medio di chiusura della trattativa.

Content marketing B2C

Nel B2C l’obiettivo primario è creare un legame emotivo con il brand, ridurre il tempo tra il primo contatto e la decisione d’acquisto, e generare passaparola. I contenuti devono essere accessibili, visivi, emozionali — ma non meno sostanziali. Il consumatore B2C è esposto a volumi enormi di contenuti: distinguersi richiede specificità di posizionamento e coerenza di voce.

La differenza tra brand che emergono e brand che scompaiono nel rumore non è la frequenza di pubblicazione. È la coerenza del positioning e la capacità di far sentire il cliente — non il prodotto — al centro della narrazione. Il brand di abbigliamento che racconta le storie di chi indossa i suoi capi, non le caratteristiche dei tessuti. Il brand food che mostra le ricette dei clienti, non solo le proprie. Il brand beauty che celebra la diversità, non i canoni estetici.

I formati più efficaci in B2C: video brevi, contenuti social ad alto engagement, campagne UGC, newsletter personalizzate, guide pratiche orientate all’uso del prodotto.

Come costruire una strategia di content marketing efficace: 7 passi

Una strategia di content marketing non nasce da una sessione di brainstorming. Nasce dall’analisi. Nel metodo che applico con i clienti di SEO Leader — il Metodo AUREA, ogni strategia parte sempre dagli stessi sette elementi, nell’ordine in cui sono elencati. Cambiarli di sequenza è la causa principale dei progetti che falliscono.

1. Definisci gli obiettivi di business (non di contenuto)

Prima di decidere cosa scrivere, chiediti cosa vuoi ottenere: più lead qualificati? Maggiore visibilità su un target specifico? Riduzione del costo di acquisizione? Migliore posizionamento su keyword strategiche? Gli obiettivi di content marketing devono essere misurabili e direttamente collegati agli obiettivi di business — non al numero di articoli pubblicati o ai follower social.

2. Conosci il tuo pubblico: costruisci le buyer personas

Il contenuto che non parla a nessuno in particolare non parla a nessuno. La buyer persona è una rappresentazione semi-fittizia del cliente ideale, costruita su dati reali: conversazioni con i clienti esistenti, dati di CRM, query di ricerca, feedback post-acquisto. Sapere che il tuo cliente tipo è un responsabile acquisti di una PMI manifatturiera la cui preoccupazione principale non è il prezzo ma l’affidabilità del fornitore cambia radicalmente come scrivi.

3. Ricerca parole chiave e topic rilevanti

L’analisi delle keyword non è un’attività SEO separata dalla strategia di contenuto: è la sua base. Capire cosa cercano le persone — e come lo cercano — è il modo più diretto per produrre contenuti pertinenti. Un’analisi strutturata identifica la keyword principale, le varianti semantiche correlate, le domande frequenti e i topic che espandono la copertura semantica. Per approfondire la metodologia, consulta analisi e ricerca delle parole chiave SEO.

4. Costruisci un piano editoriale ragionato

Il piano editoriale non è un calendario di pubblicazione: è la mappa strategica dei contenuti da produrre, con quale obiettivo, per quale pubblico, in quale fase del funnel. Un piano mal costruito porta a produrre contenuti senza coerenza interna e senza progressione logica. Ho scritto una guida dedicata su come costruire un piano editoriale efficace per il content marketing.

5. Produci con qualità e profondità semantica

Nel 2025-2026, la qualità di un contenuto non si misura solo in termini di leggibilità o accuratezza delle informazioni. I sistemi di intelligenza artificiale di Google valutano la pertinenza semantica: quanto il testo copre in modo esaustivo tutti i concetti correlati al topic principale. Un contenuto che usa solo la keyword di partenza e ignora i concetti adiacenti si posiziona alla periferia del cluster semantico — e viene scalzato da testi più ricchi. Il SEO copywriting professionale oggi significa proprio questo: scrivere con ampiezza semantica, non solo con densità di keyword.

6. Distribuisci su più canali con coerenza

Ogni contenuto può e deve essere declinato su più canali: l’articolo del blog diventa una newsletter, un post LinkedIn, un’infografica per Instagram. Il principio è “crea una volta, distribuisci ovunque” — ma con adattamenti specifici per ogni piattaforma, non con il copia-incolla. Ogni canale ha il suo formato ottimale e le sue logiche di engagement.

7. Misura, analizza e ottimizza in modo continuo

Un contenuto pubblicato non è un lavoro finito: è l’inizio di un processo di ottimizzazione. Le metriche variano in base all’obiettivo — traffico, lead, conversioni, engagement — ma ogni strategia ha bisogno di KPI chiari e misurabili. Revisionare le performance ogni 3-6 mesi permette di identificare i contenuti che funzionano e aggiornare quelli che hanno perso rilevanza.

Content marketing e SEO: il binomio che amplifica i risultati

content marketing
content marketing

SEO e content marketing non sono due canali separati. La SEO senza contenuto è tecnica senza sostanza. Il content marketing senza SEO è sostanza senza visibilità. Insieme, formano il sistema più efficiente di acquisizione organica disponibile oggi.

Il principio chiave è la cosine similarity: il modo in cui Google confronta il vettore semantico di un contenuto con quello di una query di ricerca. Più un testo copre in modo preciso e completo i concetti che circondano una ricerca — non solo la parola chiave esatta — più viene premiato. L’ho analizzato in dettaglio nell’articolo su come le AI Overview selezionano i contenuti, dove spiego il funzionamento di embeddings, bi-encoder e reranker.

Una dimensione ulteriore è la topical authority: la capacità di un sito di essere riconosciuto come fonte autorevole su un tema, non per singoli articoli ma per la profondità complessiva della trattazione. Un sito con venti contenuti coerenti sul content marketing — definizione, strategia, formati, metriche, B2B, AI — è percepito come più autorevole di uno con un solo articolo lungo. Ho sviluppato questo concetto nella guida sulla topical authority e i cluster semantici.

Content audit: sapere da dove si parte prima di creare

Prima di avviare una strategia di content marketing — o di riscriverne una che non funziona — è necessario fare un inventario di ciò che già esiste. Un content audit è un’analisi sistematica di tutti i contenuti pubblicati, con l’obiettivo di valutare cosa mantenere, cosa aggiornare e cosa eliminare.

I criteri di valutazione principali sono:

  • Performance SEO: il contenuto riceve traffico organico? Si posiziona per keyword rilevanti? Ha backlink in entrata?
  • Pertinenza attuale: le informazioni sono ancora accurate? Il topic è ancora rilevante per il pubblico target?
  • Coerenza strategica: il contenuto è allineato al posizionamento del brand e agli obiettivi di business?
  • Copertura dei gap: ci sono topic strategici non trattati? Ci sono query ad alto volume senza un contenuto dedicato?

Nella mia pratica consulenziale, un content audit ben fatto rivela sempre tre categorie: contenuti da valorizzare (aggiornandoli e promuovendoli meglio), contenuti da consolidare (unendo pagine simili per evitare la cannibalizzazione), e contenuti da rimuovere (pagine obsolete che abbassano la qualità percepita del sito).

Content marketing nell’era dell’AI: cosa cambia nel 2025-2026

L’introduzione delle AI Overview di Google e del Google AI Mode cambia le regole del gioco in modo sostanziale. Non si tratta di aggiustamenti marginali alla SEO: è un cambio di paradigma nel modo in cui i contenuti vengono selezionati, aggregati e presentati agli utenti.

Il meccanismo centrale è il Query Fan-Out: quando un utente cerca “content marketing”, l’AI di Google non risponde solo a quella query. La scompone in sotto-query parallele — “cos’è il content marketing”, “strategia di content marketing”, “content marketing B2B”, “metriche del content marketing” — e raccoglie i semantic chunk migliori per ciascuna sotto-domanda da fonti diverse. Solo i contenuti strutturati come blocchi semantici autonomi — paragrafi che rispondono in modo completo a una domanda specifica — vengono selezionati come fonte.

Questo significa che ogni sezione di un articolo deve poter stare da sola: rispondere a una domanda precisa, in modo chiaro, con dati o esempi concreti, senza dipendere dal contesto delle sezioni precedenti. È il principio su cui ho costruito il FAN-OUT Framework, il metodo proprietario di SEO Leader per strutturare i contenuti nell’era dell’AI. Per approfondire, leggi l’articolo su Google AI Mode e Query Fan-Out.

La seconda implicazione pratica riguarda il contenuto come fonte AI: il content marketing non produce più solo posizioni nelle SERP tradizionali, ma citazioni nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale. Essere citati nell’AI Overview di Google significa essere riconosciuti come fonte autorevole dal sistema di retrieval — un risultato che dipende dalla qualità strutturale e semantica del contenuto, non dalla sola autorità del dominio.

Dal punto di vista operativo, adattare una strategia di content marketing all’era AI significa intervenire su tre livelli:

  • Struttura dei contenuti: ogni H2/H3 deve essere un semantic chunk autonomo. Paragrafi lunghi e indifferenziati abbassano la probability di selezione da parte del reranker di Google.
  • Risposta diretta in apertura: ogni sezione deve iniziare con la risposta alla domanda che sottintende, non con un’introduzione. Questo è il formato che il sistema AI preleva per costruire le sue risposte.
  • Dati e fonti citate: i sistemi di retrieval privilegiano contenuti con segnali di Expertise e Authority verificabili. Citare dati di ricerca, studi di settore o esperienze dirette documentate aumenta la probabilità di selezione.

Conclusione: il content marketing è un sistema, non un’attività isolata

Il content marketing efficace non è scrivere articoli. È costruire un sistema che fa sì che le persone giuste trovino il tuo brand nel momento giusto, lo riconoscano come autorevole e lo scelgano. Richiede metodo, continuità e la capacità di leggere i dati per ottimizzare in modo iterativo.

Se stai valutando come strutturare una strategia di content marketing per la tua azienda — o come fare un audit di ciò che hai già prodotto — il servizio di content marketing di SEO Leader è progettato per portare metodo e risultati concreti, con un approccio che integra SEO semantica, E-E-A-T e le logiche dell’AI-first content che dominano il 2025-2026.

Domande frequenti sul content marketing

Cosa si intende per content marketing?

Il content marketing è la pratica di creare e distribuire contenuti di valore — articoli, video, podcast, guide — con l’obiettivo di attrarre un pubblico specifico e guidarlo verso un’azione concreta. Si differenzia dalla pubblicità perché non promuove direttamente il prodotto, ma crea fiducia attraverso informazioni utili.

Qual è la differenza tra content marketing e content strategy?

La content strategy è il piano: definisce obiettivi, pubblico, topic, formati e canali. Il content marketing è l’esecuzione: produzione, distribuzione e misurazione dei contenuti. La strategy senza execution è un documento. L’execution senza strategy è rumore. Servono entrambi.

Come funziona il content marketing nel processo d’acquisto?

Il contenuto accompagna il potenziale cliente in ogni fase del funnel: nella fase di consapevolezza, i contenuti educativi informano sul problema; nella fase di valutazione, i contenuti comparativi aiutano a scegliere la soluzione; nella fase decisionale, i case study e le testimonianze riducono l’incertezza. Un sistema di content marketing efficace presidia tutte e tre le fasi.

Quali sono le fasi del content marketing?

Le cinque fasi fondamentali sono: pianificare (definire obiettivi e topic), produrre (creare i contenuti con profondità semantica), pubblicare (distribuire sul canale primario con corretta struttura tecnica), promuovere (amplificare su canali secondari), e provare (misurare con KPI specifici e ottimizzare). La sequenza è vincolante: saltare la pianificazione compromette tutto ciò che segue.

Il content marketing funziona ancora nel 2026?

Sì — anzi, è più strategico che mai. Con l’avvento delle AI Overview di Google, i contenuti di qualità vengono citati direttamente nelle risposte AI, bypassando i competitor nelle SERP tradizionali. Chi investe in contenuti strutturati e semanticamente ricchi oggi costruisce un vantaggio competitivo che diventa sempre più difficile da replicare.

Qual è la differenza tra content marketing e inbound marketing?

L’inbound marketing è la filosofia: creare le condizioni perché siano i clienti a trovare il brand. Il content marketing è lo strumento principale di questa filosofia. L’inbound include anche SEO, social media marketing, email marketing e lead nurturing — tutti connessi dalla produzione di contenuti di valore.

Quanto tempo serve per vedere i risultati del content marketing?

I primi segnali positivi — aumento del traffico organico, miglioramento del posizionamento su keyword secondarie — arrivano tipicamente tra i 3 e i 6 mesi dall’avvio. I risultati sostanziali in termini di lead e conversioni richiedono spesso 6-12 mesi di lavoro costante. Chi cerca risultati immediati dovrebbe integrare il content marketing con campagne a pagamento nella fase iniziale.

Come si misura il content marketing?

Le metriche variano in base all’obiettivo. Per il posizionamento: posizioni organiche, volume di traffico, keyword in top 10. Per la generazione di contatti: numero di lead, tasso di conversione, costo per lead. Per la brand awareness: reach, impressioni, query di brand. Il principio è scegliere 3-5 KPI allineati con gli obiettivi di business e misurarli con cadenza mensile.

Qual è l’obiettivo principale del content marketing?

L’obiettivo primario è costruire autorevolezza e fiducia nel proprio pubblico di riferimento, generando visibilità organica e contatti qualificati a costo marginale decrescente. L’obiettivo finale varia in base alla fase del business: awareness (essere trovati), consideration (essere valutati), conversion (essere scelti), fidelizzazione (essere raccomandati).

Perché i contenuti da soli non bastano?

Pubblicare contenuti senza una strategia strutturata — senza keyword research, piano editoriale, distribuzione sistematica e misurazione — è come aprire un negozio senza insegna in una via poco frequentata. I contenuti producono risultati quando sono costruiti intorno a ciò che il pubblico cerca davvero, distribuiti sui canali giusti e ottimizzati nel tempo. La qualità del singolo pezzo conta, ma è il sistema che genera i risultati.

Immagine di Christian Carlo Cilli

Christian Carlo Cilli

SEO and Digital Marketing Consultant | Trainer | Innovation Manager I Create Web Marketing and Digital PR strategies

SEO Leader un partner per il tuo successo online

Vuoi ricevere traffico qualificato da Google e incrementare visibilità e conversioni?
Contattami e costruiremo un business di successo

Vuoi ricevere traffico qualificato da Google e incrementare visibilità e conversioni?

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI* Se ci contatti o compili il form in questa pagina ti informiamo che i dati personali che ci hai volontariamente fornito verranno utilizzati esclusivamente per rispondere alla richiesta posta ed eventualmente la mail generata potrà essere conservata all’interno del sistema di ricezione di email utilizzato dal titolare del sito. Questi dati non verranno registrati su altri supporti o dispositivi, né verranno registrati altri dati derivanti dalla tua navigazione sul sito e non saranno utilizzati per nessuna altra finalità (INFORMATIVA ART.13 REGOLAMENTO 679/2016)

Compila il breve questionario e riceverai in Omaggio un esclusivo e-book!

“Guida al SEO Copywriting - Come realizzare un articolo ottimizzato SEO e utile per gli utenti”

Consulente SEO | SEO Specialist | Esperto SEO | SEO Milano

Cosa contiene l'e-book?

Un’introduzione pratica alla creazione di contenuti che siano ottimizzati per i motori di ricerca.

Tra i temi che potrai approfondire ci sono:

  • Come scegliere le parole chiave per ottimizzare il tuo contenuto.
  • Come creare il titolo accattivante e ottimizzato SEO.
  • Consigli per strutturare un articolo per il web
    cosa sono tag title, meta description e H.
  • Tanti suggerimenti per la creazione di un blog basato sulla scrittura persuasiva.

Compila il questionario:

Dove ci hai conosciuto:
Ti interessa ricevere un SEO Audit Gratuito del tuo sito?
TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI* Se ci contatti o compili il form in questa pagina ti informiamo che i dati personali che ci hai volontariamente fornito verranno utilizzati esclusivamente per rispondere alla richiesta posta ed eventualmente la mail generata potrà essere conservata all’interno del sistema di ricezione di email utilizzato dal titolare del sito. Questi dati non verranno registrati su altri supporti o dispositivi, né verranno registrati altri dati derivanti dalla tua navigazione sul sito e non saranno utilizzati per nessuna altra finalità (INFORMATIVA ART.13 REGOLAMENTO 679/2016)