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La SEO sta subendo un cambiamento radicale dopo l’avvento dell’AI (Intelligenza Artificiale). Ecco perché in questa guida ripercorreremo insieme sia le pratiche assodate come “regole SEO” per ottimizzare il sito o eCommerce con blog annesso, sia le strategie più “nuove”, o meglio quelle che si vanno consolidando sempre più come fattori che influiscono sul posizionamento nei motori di ricerca.

Ricordiamo, infatti, che la ricerca organica, quella non a pagamento, per intenderci, rimane uno dei canali principali per la visibilità online.

Google utilizza sistemi di posizionamento automatizzati che esaminano molti fattori e segnali su centinaia di miliardi di pagine web e altri contenuti nel suo indice di ricerca, per presentare i risultati più utili e pertinenti, tutto in una frazione di secondi. Dunque è importante sapere come fare una ottimizzazione SEO per far crescere un sito con le sue pagine.

Dunque, se il tuo obiettivo è quello di entrare nel vivo dell’ottimizzazione SEO e carpirne tutte le novità più importanti, in questa guida trovi tanti spunti!

SEO Leader, esperto SEO Specialist

SEO Leader è un progetto che nasce da un team guidato da Christian Cilli, esperto SEO Specialist, consulente e formatore in ambito digital marketing, con competenze specifiche nel campo della SEO (Search Engine Optimization), impegnato in progetti per l’incremento della visibilità delle aziende con business online, e per la valorizzazione del brand attraverso strategie di Digital Marketing (SEO, SEM, SEA, Digital PR, Content Marketing).

Ottimizzazione SEO, cosa vuol dire?

Una premessa importante!

Al di là di ogni definizione scientifica, voglio iniziare col dire che la SEO è una pratica viva e in evoluzione che necessita di essere costantemente aggiornata. Non da ultimo, come sai, le più recenti innovazioni dell’AI e i chatbot che “parlano” un linguaggio sempre più umano, hanno portato grandi stravolgimenti e tanti altri ne porteranno.

Cosa cambierà in ambito SEO?

Ne diamo prima una rapida definizione: l’ottimizzazione SEO è l’insieme di tecniche e strategie per il posizionamento di un sito web nella pagina dei risultati di ricerca organici (SERP – Search Engine Results Page) dei motori di ricerca, come Google. L’obiettivo principale della SEO, un processo in progress, è indicizzare il sito, prima, e poi renderlo visibile tra le prime posizioni della pagina dei risultati di ricerca per aumentarne il traffico in entrata con l’intento di generare una conversione, lead (contatti), iscrizioni a liste, richieste di informazioni e preventivi, vendite.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca non è una scienza esatta

Ci sono tanti miti SEO che circolano da anni intorno ai fatidici fattori di ranking. Esistono, certo, senza dubbio, ma non sono noti e condivisi dai motori di ricerca. Se ne conoscono alcuni, che diventano buone prassi da seguire, ma non sono scritti sulla pietra e sono passibili di cambiamenti nel tempo con l’evolversi dei motori di ricerca. Alcuni possono anche perdere la loro importanza.

È bene, dunque, mantenersi aggiornati e non affidarsi alla “lista ufficiale e sempiterna”. Non esiste una lista ufficiale dei fattori di posizionamento o un elenco di controllo Google che si possa seguire. Quello che sappiamo, è che ci sono alcuni fattori o segnali che Google considera importanti per classificare le pagine.

I fattori che influenzano l’ottimizzazione SEO

Prima di entrare nel vivo, vorrei fare una breve anticipazione sui fattori che influenzeranno sempre più la SEO.

Secondo un sondaggio di Statista, che ha coinvolto più di 3.500 professionisti SEO, i tre principali fattori emergenti di SEO per i ranking di ricerca a livello globale sono:

  • Apprendimento automatico/IA (11,3%)
  • Core Web Vitals (10,8%)
  • E-E-A-T & fonti affidabili (10,2%)

Non v’è dubbio che al centro di tutto vi sia la qualità dei contenuti: affidabilità, esperienza, qualità dell’informazione, riconoscibilità del brand e/o professionista. A questo si appaia, ovviamente, la qualità del sito che ospita i contenuti. Dunque: velocità, fluidità, buone vibrazioni, sicurezza e rispetto della privacy, tutti avamposti di una buona ottimizzazione SEO.

Questa evoluzione è guidata dall’intento di fornire risultati di ricerca che rispondano precisamente alla query dell’utente e forniscano ulteriori informazioni preziose da fonti credibili.

Come si fa la SEO?

La SEO si fa mettendola in pratica, ovvero ottimizzando un sito, un eCommerce, una landing page, qualsiasi piattaforma giri in rete che debba essere:

  • indicizzata, quindi resa visibile e accessibile ai motori di ricerca che sguinzaglia i suoi spider per analizzare e includere quel sito nel suo database e poterlo mostrare, poi, nei risultati di ricerca pertinenti. Indicizzazione e Posizionamento sono due cose diverse ed capire le differenze e il motivo per il quale, eventualmente, un sito non si indicizza. Si lavora prima all’indicizzazione e poi al posizionamento;
  • trovata in SERP alla digitazione di una query → es: “come si fa la pizza fatta in casa”; “dove comprare scarpini da calcio online”; “ristoranti a Parigi”; “prezzo ultimo modello IPhone”. E questa è per l’appunto la fase del posizionamento;
  • apprezzata e visitata: una pagina apprezzata viene seguita, rivisitata, consultata quando si cerca qualcosa a titolo informativo o quando si vuol comprare qualcosa in un negozio online di cui ci si fida. Anche questo risultato poggia sull’ottimizzazione della cosiddetta esperienza utente resa piacevole da alcuni elementi (velocità di caricamento, accessibilità alle informazioni, lettura piacevole grazie alla formattazione dei contenuti, operazioni intuitive, dalla registrazione, alla richiesta di informazioni, al download all’eventuale acquisto).

I tre “pilastri” della SEO: SEO tecnica, SEO on-page, SEO off-pageLa SEO è una ma al suo interno contiene 3 diversi ambiti di applicazione che collaborano in sinergia per l’ottimizzazione.

SEO Tecnica

La SEO tecnica si concentra sull’aspetto tecnico del sito web e comprende una serie di ottimizzazioni volte a migliorare l’accessibilità, l’indicizzazione e l’esperienza utente complessiva. L’ottimizzazione SEO tecnica pone l’attenzione agli aspetti tecnici come la velocità del sito web, la crawlability, la compatibilità con i dispositivi mobili e il markup dei dati strutturati, tra gli altri. Questo significa ottimizzare il sito web per garantire che sia facile da usare, informativo e comprensibile per i motori di ricerca.

Alcuni aspetti chiave della SEO tecnica includono:

  • Ottimizzazione della struttura del sito: una struttura gerarchica in directory logiche per facilitare la navigazione e l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca (es. /blog/categoria/articolo). A questo riguardo esistono specifici servizi di progettazione siti web
  • Impostare correttamente i Canonical Tag per evitare duplicazioni di contenuto.
  • Velocità di caricamento del sito: ottimizzare il codice, ridurre risorse come i font e le dimensioni delle immagini: utilizzare una cache; usare la compressione HTTP/2 per ridurre i tempi di caricamento delle pagine.
  • Utilizzo di URL leggibili: creare URL chiari, non troppo lunghi ma descrittivi per agevolare la comprensione delle persone e dei motori di ricerca; evitare frammenti dinamici (#) nell’URL che possono complicare il tracciamento e la condivisione dei link; caratteri speciali, maiuscole casuali e parole inutili nel percorso.
  • Mantenere gli stessi URL, per quanto possibile, evitando così redirect pesanti che disorientano Google.
  • Ottimizzare gli URL per i dispositivi mobili preferendo una struttura URL mobile-first a sottodomini separati, per migliorare l’esperienza utente e il posizionamento mobile-first; testare gli URL su Browser e App Mobile per assicurarsi che siano funzionali sui diversi dispositivi.
  • Compilare correttamente il file Robot.txt e creare la sitemap o mappa del sito XML da fornire ai motori di ricerca per aiutarli a comprendere la struttura del sito web.
  • Implementare il protocollo di sicurezza HTTPS per migliorare la sicurezza del sito web. L’HTTPS utilizza un protocollo di crittografia per proteggere i dati scambiati tra il browser dell’utente e il sito web visitato. La sicurezza e la privacy sono fattori sempre più importanti che bisogna assicurare in quanto la protezione dei dati può influenzare la fiducia degli utenti e, potenzialmente, il ranking SEO.

Esperienza utente positiva: User Experience (UX) e Core Web Vitals

Google ha iniziato a considerare fattori come la velocità di caricamento, l’interattività e la stabilità visiva (Core Web Vitals) soprattutto da mobile come parte del suo algoritmo di ranking. Pertanto, l’ottimizzazione per una migliore User Experience è sempre più un aspetto essenziale della SEO.

L’esperienza utente è un fattore che influisce sul posizionamento di un sito, e dunque, rientra nelle pratiche di ottimizzazione SEO. Google, infatti, porta su i siti web che offrono un’esperienza positiva ai visitatori.

A questo proposito ha dato sfogo alla sua ricerca della migliore esperienza utente lanciando nel 2021 i suoi famosi, ormai, Core Web Vitals. “Segnali” che appartengono a un gruppo di fattori noto come “Page Experience”.

La Page Experience è incentrata su 4 segnali principali:

  • HTTPS
  • Velocità di pagina
  • Mobile friendliness
  • Core Web Vitals

che rappresentano le basi per fornire il miglior risultato, migliorare i risultati del posizionamento.

Perché è vero che se tutti i contenuti sono molto simili tra loro nella pagina dei risultati di ricerca, allora probabilmente usare la Page Experience può aiutare a capire quali di queste sono pagine di qualità in termini di esperienza utente.

Ottimizzazione SEO on-page

La SEO on-page (nota anche come SEO on-site) riguarda l’ottimizzazione dei contenuti e delle pagine del sito web. Questo aspetto si concentra su elementi interni al sito, on page, appunto, che si possono controllare direttamente.

 Alcuni dei principali aspetti della SEO on-page includono:

  • Analisi e ricerca delle parole chiave
  • Contenuti utili e pertinenti scritti da esperti
  • Tag HTML (meta title e meta description)
  • Struttura gerarchica del contenuto: headings = intestazione: H1, H2, H3 Usare i tag in modo logico migliora la leggibilità e l’indicizzazione delle pagine.
  • Ottimizzazione alt text delle immagini
  • Schema markup e dati strutturati: utilizzare lo schema markup (JSON-LD, Microdata) per fornire ai motori di ricerca informazioni strutturate riguardo al contenuto della pagina li aiuta a comprendere il contesto del contenuto e a migliorarne la rappresentazione nei risultati di ricerca.

Ottimizzazione SEO: i contenuti (le keyword restano importanti ma non bastano più!)

Fintanto che il sito è tecnicamente abbastanza solido da essere scansionato e visualizzato, i contenuti di qualità diventano sempre più, uno dei fattori di posizionamento tra i più importanti! I contenuti sono la chiave di una migliore esperienza utente e di una più plausibile conversione.

E le keyword? Stanno diventando sempre meno importanti rispetto ai fattori legati all’UX e al comportamento degli utenti. Hanno ancora una forte importanza, sicuramente, perché connotano l’argomento di un contenuto, ma con i motori di ricerca ora più capaci di comprendere i contesti e la semantica, di associare le entity, la dipendenza dal posizionamento di parole chiave specifiche all’interno di questi elementi è diminuita. Le parole chiave diventano ora parte integrante dei contenuti ma non più la parte più importante.

Come afferma lo stesso Google a proposito delle parole chiave: “Il segnale più basilare che un’informazione sia rilevante è quando il contenuto contiene le stesse parole chiave della query di ricerca. Se quelle parole chiave appaiono sulla pagina, o se appaiono nei titoli o nel corpo del testo, l’informazione potrebbe essere più rilevante. Una pagina deve identificare chiaramente di cosa si tratta per evitare ambiguità”.

Le pratiche SEO si sono evolute in modo significativo negli ultimi anni, Google è diventato molto più sofisticato nella sua comprensione dell’intento di ricerca e del contesto. Inoltre, vengono valutati il numero di volte che una pagina viene visitata e il tempo che gli utenti vi trascorrono: più il contenuto viene visitato, più sarà considerato rilevante e di qualità.

Search Intent e SEO semantica

Il focus si sta spostando dalla ricerca basata su parole chiave singole alla comprensione del contesto e della semantica dietro le query.

Ogni ricerca diventa particolare, peculiare al percorso motivazionale di ogni persona.

Spetta al SEO comprenderne gli “ingranaggi” indagando nelle profondità che si celano dentro e dietro una keyword.

Si chiama intento di ricerca = Search Intent, l’intenzione che si cela dietro una query. Analizzare e comprendere l’intento dietro le query di ricerca degli utenti aiuta a creare contenuti che rispondano a domande e a bisogni specifici.

Le intenzioni di ricerca possono essere diverse, tra queste l’intenzione informativa; navigazionale (aiutare gli utenti a trovare una pagina o un servizio specifico); intenzione transazionale e commerciale (ricerca di prodotti e servizi specifici, acquisti, offerte, comparazioni ecc). Pur essendo sempre valida l’efficacia delle parole chiave, ci si deve concentrare sull’intento di ricerca dell’audience alla quale ci si rivolge con i propri contenuti. Capire non solo ciò che cercano ma anche il perché della loro ricerca e fornire una risposta con un alto livello di specificità e competenza dimostrata.

Google ha introdotto il machine learning per fornire risultati che tengano conto di intenti molto sfumati per le query (analisi del linguaggio naturale delle query), oltre ad aver posto più enfasi sulla ricerca semantica e sulle entity, riuscendo a capire il contesto e gli argomenti di una ricerca.

Uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni è proprio l’integrazione delle tecnologie AI e dei modelli linguistici nell’algoritmo di Google, per migliorare la comprensione del significato e del contesto dei testi.

L’ottimizzazione SEO per la ricerca semantica implica comprendere il modo in cui i motori di ricerca utilizzano l’elaborazione del linguaggio naturale e l’intelligenza artificiale per interpretare e servire i risultati di ricerca che corrispondono al contesto e all’intento dell’utente, non solo alle parole chiave esatte.

Questi algoritmi avanzati, basati sull’intelligenza artificiale, sono in grado di analizzare accuratamente vari aspetti del contenuto di un testo: grammatica, coerenza, attualità e leggibilità, tra gli altri, per valutarne la qualità. Ciò garantisce una valutazione più accurata ed efficiente ai fini del ranking.

 SERP personalizzate

Un’altra tendenza SEO di cui tener conto, che probabilmente avrà un impatto sui fattori di qualità dei contenuti, è il potenziale spostamento di Google verso la personalizzazione delle SERP. La logica evoluzione successiva dei risultati del motore di ricerca è che diventino più personalizzati in base al comportamento, alla cronologia delle ricerche e alle preferenze dei singoli utenti.

Anche in questo caso, ciò è reso possibile dall’adozione dell’intelligenza artificiale negli algoritmi di ricerca, che consente a Google di anticipare l’intento dell’utente e di fornire risultati pertinenti, anche prima che l’utente stesso completi la query di ricerca.

È proprio il caso di dire che stiamo entrando in un’epoca in cui la qualità di un contenuto diventa prioritaria, da valutare anche alla luce di altri parametri, oltre all’originalità e alla freschezza di cui abbiamo già consapevolezza.

Ottimizzazione SEO: E-E-A-T –  Esperienza; Competenza; Autorità; Affidabilità

I contenuti di qualità sono un fattore critico di posizionamento e non c’è miglior bussola di quella offerta dalle linee guida E-E-A-T. Google valuta la qualità e l’utilità dei contenuti in base ai segnali che dimostrano Esperienza; Competenza; Autorità; Affidabilità, collegandoli ad entità che aiutano a identificare come esperti di quel particolare argomento.

Ma si badi bene: E-E-A-T non è un fattore diretto di posizionamento, fa parte delle linee guida di Google per valutare la qualità dei risultati di ricerca. E-E-A-T è composto da una serie di segnali che sottolineano tutto ciò che per Google rappresenta la migliore esperienza utente contro la disinformazione. Tra i fattori rilevanti delle linee, quello di dimostrare un’esperienza diretta; non deviare dall’argomento principale; non combinare più e diversi argomenti in un solo sito.

Perché il Blog e come fare un piano editoriale per diventare una fonte autorevole nel proprio settore

Per diventare un faro nella notte in un determinato ambito, si può far leva sulla produzione dei contenuti da convogliare tramite il nostro caro amico blog!

Il blog resta la piattaforma proprietaria per eccellenza attraverso la quale parlare di tutto ciò che attiene al proprio settore. Dunque, benissimo divulgare attraverso i social, sempre più acclamati per la loro immediatezza comunicativa, ma queste piattaforme non ci appartengono, sono volatili e passibili di cambiamenti.

Tuttavia l’obiettivo, è bene precisare, non è quello di parlarsi addosso o stra-parlare del proprio prodotto. Anche, ma non solo. L’obiettivo è creare un piano editoriale basato sul concetto della Topical Authority, ovvero del campo semantico (in italiano) che dia la misura dell’expertise del professionista e/o dell’azienda in quello specifico settore.

Stabilire l’autorevolezza tematica significa diventare la fonte di riferimento per le informazioni su un particolare argomento o nicchia, assicurandosi che il proprio contenuto copra in modo esaustivo tutte le sfaccettature della materia.

Stabilire un’autorità tematica richiede un approccio strategico alla creazione e all’ottimizzazione dei contenuti. Tale approccio comporta: sviluppare contenuti informativi che attraverso lo sviluppo di argomenti correlati, coprano tutto il campo semantico relativo, scritti da esperti.

Questa strategia è nota come cluster di argomenti, ovvero un gruppo di pagine o articoli tematicamente correlati tra loro tramite link interni per stabilire una gerarchia e una rete di contenuti correlati. Questo aiuta a dimostrare l’autorità in un determinato argomento e a migliorare la comprensione del contesto da parte dei motori di ricerca.

Ecco che, tornando alla sempre meno importanza delle parole chiave per l’ottimizzazione SEO, diventa importante includere sinonimi, varianti e termini correlati che arricchiscono il contesto del contenuto e coprono un argomento in modo più completo. Co-Occorrenza e Co-Citazione sono strumenti attraverso i quali incorporare termini che frequentemente menzionati o citati insieme nel proprio settore, rafforzando il contesto e la relazione semantica tra i concetti all’interno del contenuto.

Per concludere, un piano editoriale efficace deve poggiare sulla ricerca e analisi dei topic per identificare argomenti e domande emergenti nel proprio settore, così da creare contenuti che anticipino le tendenze di ricerca, ma anche comprendere contenuti evergreen, che rimangono rilevanti nel tempo attirando traffico organico costante.

Infine, è importante anche come scrivere un contenuto, ma di questo argomento ne parliamo nella guida sul SEO Copywriting. Qui preme accennare all’utilità di scrivere un testo dando subito nel primo paragrafo la risposta attesa dal lettore che ha digitato una specifica query. Dunque, creare contenuti che rispondono direttamente alle domande degli utenti, spesso formulate in modo conversazionale, in particolare per ottimizzare per la ricerca vocale.

Ottimizzazione SEO: Helpful Content System

A rafforzare il concetto di qualità dei contenuti, nel 2022 arriva l’Helpful Content System di Google, in italiano “il sistema di contenuti utili”, uno dei sistemi di ranking di Google il cui obiettivo principale è quello di premiare i contenuti che offrono un’esperienza soddisfacente ai visitatori.

Google ha introdotto questo sistema algoritmico, con i suoi successivi update (non da ultimo quello di settembre 2023), per ridurre la presenza di contenuti non rilevanti o utili con l’obiettivo di fornire risultati di ricerca di qualità, informativi. Questo significa che i contenuti che forniscono informazioni utili e aiutano le persone sono favoriti rispetto a quelli creati solo per ottenere una migliore posizione nei motori di ricerca.

Ottimizzazione SEO off-page

La SEO off-page si riferisce alle attività svolte al di fuori del sito web per migliorarne la visibilità e la reputazione online attraverso:

  • creazione di backlink (link in entrata) da altri siti web autorevoli
  • citazioni e directory locali
  • divulgazione tramite social media
  • promozione dei contenuti tramite strategie di content marketing

L’obiettivo è ancora quello di aumentare l’autorevolezza del sito web e migliorare il suo posizionamento nei risultati di ricerca.

I backlink

Per quanto riguarda i backlink, seppur restino un fattore di posizionamento rilevante, perché considerati come voti di fiducia, non sono più l’asset imprescindibile di un tempo. Ma soprattutto, in passato, la creazione di link era vista come un gioco di numeri: più link si avevano, meglio era perché in questo modo Google trova le pagine tramite i link.

Oggi, oltre al fatto che in assenza di link si può ovviare con la sitemap che indica le pagine da indicizzare, Google premia la qualità e la rilevanza dei link provenienti da settori correlati a quello del sito destinatario. Infatti, negli ultimi anni ha perfezionato il suo framework di link così da comprendere meglio il contesto di ogni backlink e la qualità dei siti web a cui puntano.

L‘algoritmo guidato dall’intelligenza artificiale analizza i segnali e i modelli per distinguere i link naturali da quelli creati esclusivamente per manipolare il ranking di ricerca. Di conseguenza, Google ha penalizzato attivamente i siti web con link di bassa qualità o manipolati (sia quelli che collegano che quelli che ricevono).

Brand e Social Awareness
L’importanza della costruzione del marchio per la SEO

Nel processo di ottimizzazione SEO non possiamo sottovalutare l’importanza della costruzione del brand e della social awareness.

Un brand forte e riconoscibile crea fiducia e credibilità, sostenitori e promotori del marchio. Inoltre, l’essere attivi sui social media e creare consapevolezza intorno al brand aumenta la visibilità online portando a una maggiore condivisione e interazione con i contenuti (content marketing). Questo, a sua volta, può influenzare positivamente il posizionamento nei motori di ricerca e portare a un aumento del traffico organico verso il sito web / blog / eCommerce.

Costruire una forte identità di marca, inoltre, gioca a favore dell’E-E-A-T, di cui abbiamo parlato poco sopra. In effetti, la costruzione del marchio dovrebbe essere la base principale della strategia SEO per l’E-E-A-T, che aiuta l’azienda (e il sito web) a distinguersi dagli altri, a stabilire la credibilità di fronte al pubblico di riferimento.

Ottimizzazione SEO Locale per intercettare il traffico basato sulle ricerche “near me”

L’ottimizzazione SEO locale è un potente strumento per competere nel mercato locale e attrarre clienti nella propria città e zona.

Dunque per i negozi fisici, l’ottimizzazione per le ricerche locali e la presenza su piattaforme come Google Business Profile, è fondamentale.

La prassi SEO, in questo caso, è quella di offrire informazioni aggiornate e accurate, descrizioni dell’attività, inserimento di prodotti e servizi, indicazioni degli orari di apertura, indirizzi, condivisione delle recensioni; eventi locali e notizie.

Come cambia l’ottimizzazione SEO con l’AI generativa

L’emergere dell’intelligenza artificiale generativa e la Search Generative Experience (SGE) di Google, che cambia i connotati della SERP, sono le disruption più significative per la SEO dagli aggiornamenti Penguin di oltre un decennio fa.

Questo grande evento ha un duplice risvolto: se da un lato nascono nuovi modi per creare e ottimizzare i contenuti, eliminare gli sforzi manuali dispendiosi in termini di tempo, dall’altro, si devono però mettere a punto altre strategie per riuscire a ricavarsi un posto nella SERP di Google, dominata sempre più dalle risposte immediate dell’AI che propone risultati zero click, a danno dei siti web.

La SGE è destinata a rivoluzionare la visualizzazione dei risultati nei motori di ricerca, Con il lancio dell’esperienza generativa, Google occupa la parte alta del funnel, lasciando il mid-funnel alla SEO limitando la visibilità dei brand. Dunque, non sorprende che la tendenza sembra quella di una rivisitazione necessaria delle strategie di ottimizzazione SEO.

I “rischi” paventati dai SEO Specialist sono quelli che a lungo termine, si perdano i click a favore dell’IA che fornisce risposte più immediate, visibili subito in SERP. Questo comporterebbe una drastica riduzione di traffico con tutto ciò che ne consegue (calo delle conversioni).

Tuttavia, è bene tenere a mente alcuni aspetti, partendo proprio dalla considerazione che la SGE di Google, almeno per il momento, risponde alle query più banali. E non solo. L’Intelligenza Artificiale Generativa crea nuovi contenuti sulla base di quelli appresi da contenuti esistenti.

Dunque, la verità è che risponde alle query rielaborando il contenuto che trova in rete, dunque Google ha bisogno di una continua fornitura di contenuti scritti da noi come risorse alle quali attingere.

Se privasse i siti web del traffico atteso, verrebbe meno l’interesse a pubblicare nuovi testi e nuove informazioni, con una sempre maggiore carenza di risorse per la SGE che, a quel punto, finirebbe per girare intorno ai contenuti già presenti, riformulati all’infinito, dando risposte non aggiornate, asettiche e tutte uguali.

Inoltre, in SERP seppure la prima risposta è quella dell’AI, Google dà visibilità ai migliori siti in alto a destra della pagina, come i più classici snippet in primo piano o posizione zero. Dunque, la sfida dell’ottimizzazione SEO è sempre aperta e si gioca sugli elementi che abbiamo visto nei paragrafi precedenti e su altri accorgimenti.

Come fare ottimizzazione SEO?

Per ottimizzare i siti in seguito all’introduzione della SGE, si possono seguire alcuni accorgimenti che poggiano perlopiù su un approccio basato su EEAT e sull’Helpful Content System, che può aiutare a garantire che i contenuti siano valutati positivamente sia dagli utenti sia dall’intelligenza artificiale dei motori di ricerca:

  • puntare a parole chiave pertinenti per raggiungere gli utenti giusti, e non al volume o ad altri parametri quantitativi
  • creare e ottimizzare contenuti multimodali, ovvero contenuti che includano video, audio e immagini, oltre al testo
  • migliorare l’engagement attraverso contenuti interattivi e fornire esperienze umane autentiche
  • trattare temi sui quali l’IA non è in grado di rispondere perché richiedono un punto di vista sperimentale e umano
  • ottimizzare i testi per parole chiave e frasi “a coda lunga” per intercettare le ricerche conversazionali tipiche di SGE
  • dimostrare di avere conoscenza approfondita, autorevolezza nel settore e affidabilità (questo include la verifica delle informazioni, le citazioni da esperti riconosciuti, le recensioni autentiche)
  • migliorare lo schema markup per fornire dati strutturati che SGE può sfruttare in modo più profittevole per elaborare i risultati
  • creare contenuti visivamente accattivanti e media ricchi per risaltare nell’interfaccia interattiva di SGE
  • analizzare la propria audience e creare esperienze personalizzate
  • creare una comunità attorno al brand o al sito.

Attraverso l’adozione di questi approcci, è possibile non solo contrastare l’effetto potenzialmente omologante dell’IA, ma anche valorizzare l’unicità e l’irripetibilità dell’esperienza umana, quel valore aggiunto fondamentale per qualsiasi strategia SEO.

Ottimizzazione SEO: l’Audit SEO e l’analisi dei competitor

L’analisi dei competitor è un passaggio fondamentale per l’ottimizzazione SEO.

1. Studia i siti già posizionati in SERP

  • Identifica i tuoi competitor SEO.
  • Cerca su Google i termini chiave per i quali desideri posizionarti e prendi nota dei siti che appaiono costantemente.
  • Verifica anche la concorrenza per le ricerche basate sulla posizione geografica, se il tuo business serve clienti in una determinata area.

Puoi analizzare i contenuti con tool gratuiti come l’estensione Detailed o a pagamento (come SeoZoom o SemRush), che ti permettono di vedere come sono stati strutturati i contenuti (titoli, topic trattati, profondità dei testi), le keyword con le quali si sono posizionati, i gap nei contenuti da sfruttare per compensarli con i propri, ecc.

2. Analizza la strategia delle parole chiave dei competitor

  • Strumenti come SeoZoom, Semrush o Ahrefs ti aiutano a ricavare la lista completa delle parole chiave per cui i tuoi competitor si posizionano.
  • Filtra le parole chiave di marca e focalizzati su quelle non di marca per identificare nuovi termini su cui concentrarti.

3. Valutare la strategia dei contenuti dei competitor

  • Esamina i contenuti dei competitor che si posizionano bene per i termini desiderati.
  • Considera il tipo di contenuto (articolo, infografica, video) e la profondità e ampiezza del contenuto.
  • Studia come i competitor hanno ottimizzato gli elementi on-page per la parola chiave in questione.

4. Analisi dei Backlink dei competitor

  • I backlink sono fondamentali per l’ottimizzazione SEO.
  • Utilizza strumenti come Ahrefs o Moz Link Explorer per analizzare i backlink dei competitor.
  • Identifica i siti autorevoli e pertinenti al tuo settore che collegano i siti dei competitor.

5. Valuta l’esperienza utente dei competitor

  • La user experience è un fattore determinante per il posizionamento su Google.
  • Valuta le metriche di performance UX come la velocità di caricamento della pagina e l’interattività.
  • Utilizza lo strumento gratuito PageSpeed Insights di Google per confrontare la tua esperienza utente con quella dei competitor.

Conclusioni:

L’ottimizzazione SEO è un’attività in continua evoluzione perché ti porta al confronto diretto con Google, ma anche con tutti i contenuti creati ogni giorno dai siti della concorrenza. Ecco perché gli stessi esperti si scontrano con l’incoerenza delle logiche SEO.

Iniziare dal capire che la SEO esiste per rendere il più fluida possibile l’esperienza di navigazione, cercare le cause del deposizionamento, che possono essere diverse, dagli aggiornamenti dell’algoritmo di ricerca, al codice non corretto, alle possibili penalizzazioni/violazioni di Google, ai backlink di scarsa qualità, all’esistenza dei link rotti, alla scarsa performance del sito da mobile. La SEO tecnica e la creazione di contenuti hanno una particolare importanza nel raggiungere il successo nella SEO. Come premesso, è necessario combinare le strategie SEO tradizionali con le best practice UX.

Una audit completa del sito è imprescindibile per capire eventuali falle sistemiche nelle posizioni di ricerca. Un SEO audit avanzato prevede un’analisi completa dei fattori che potrebbero influenzarne la visibilità nei motori di ricerca:

  • individuare i problemi tecnici che impattano il posizionamento, verificando pagine lente, errori su robots.txt e sitemap
  • controllare la rilevanza e qualità dei contenuti rispetto alla propria audience
  • accertarsi che il sito sia ottimizzato per dispositivi mobili
  • valutare la struttura delle pagine/URL in ottica SEO e user experience
  • esaminare metadati come titoli, descrizioni e testo alternative.
  • analizzare la navigazione interna in termini di usabilità e bounce rate.

 

Per condurre un’analisi esauriente, si possono usare alcuni strumenti utili ai fini dell’ottimizzazione SEO, come quelli sopra citati, ma anche il più operativo Google Search Console e i vari plugin SEO per le piattaforme WordPress.

Uno strumento gratuito fino a 500 url da analizzare, ma molto potente per andare a caccia di errori, è Screaming Frog. Screaming Frog è un tool di spidering e analisi delle pagine web molto utile per l’ottimizzazione SEO on-page.Nello specifico, permette di fare queste operazioni:

  • scansionare e mappare tutte le pagine e le risorse del sito web.
  • identificare eventuali errori tecnici come link rott, 404, redirect mancanti 301 o 303), errori HTTP ecc.
  • evidenziare e generare report su eventuali problemi legati a codice HTML/CSS non valido, contenuto duplice, link mancanti ecc.
  • verificare la corretta implementazione di elementi fondamentali come meta-tag, title, heading.
  • controllare parametri tecnici come dimensione dei file, tempi di caricamento, mobile friendliness.

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