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Posizionamento SEO sui motori di ricerca [Guida completa e aggiornata al 2026 sulle ultime Regole SEO]

Ogni giorno Google elabora oltre 8,5 miliardi di ricerche. In ciascuna di queste, il suo sistema decide quali contenuti mostrare per primi e quali relegare nell’ombra. Se il tuo sito non compare dove le persone cercano, stai perdendo clienti, fatturato, opportunità. Ogni giorno.

Il posizionamento SEO è il processo attraverso cui un sito web conquista visibilità organica nei risultati di ricerca. Non si tratta più solo di “essere primi su Google”: nel 2025-2026, con l’avvento delle AI Overview e del Google AI Mode, posizionarsi significa anche essere scelti come fonte autorevole nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale.

Mantenere un buon posizionamento SEO è una sfida costante a causa della natura mutevole e dinamica dei motori di ricerca. Gli algoritmi si evolvono continuamente, rispondendo ai cambiamenti nelle abitudini di ricerca degli utenti e nelle tecnologie emergenti.

La buona notizia è che il posizionamento SEO non è un’arte misteriosa. È un insieme di strategie, tecniche e scelte editoriali che, applicate con metodo e costanza, producono risultati misurabili. In oltre vent’anni di lavoro come consulente SEO e ingegnere informatico, ho visto aziende passare dall’invisibilità a flussi costanti di traffico qualificato, semplicemente ottimizzando ciò che già avevano.

Tutto questo comporta la necessità di un aggiornamento periodico delle strategie e regole SEO, per evitare penalizzazioni e sfruttare nuove le opportunità di visibilità. Essere sempre informati sulle ultime tendenze e adeguare di conseguenza le tecniche SEO è essenziale per garantire la presenza online.

In questa guida condivido l’approccio che utilizzo ogni giorno con i miei clienti attraverso il SEO Leader System, la mia metodologia proprietaria che integra SEO tradizionale, ottimizzazione per le AI di Google e costruzione di topical authority.

Perché è importante il Posizionamento SEO?

Con oltre 8,5 miliardi di ricerche giornaliere processate, non c’è tanto bisogno di chiedersi perché sia così importante il posizionamento SEO.

Google detiene una posizione di assoluto dominio nel mercato della ricerca online. Qualsiasi quesito ci si ponga, dalle informazioni più banali alle richieste più specifiche, la maggior parte delle persone si affida al colosso californiano nella speranza di ottenere una risposta rapida ed esaustiva.

Ecco perché è fondamentale lavorare al Posizionamento SEO di un sito web, blog o eCommerce per qualsiasi azienda o professionista con un business online che vogliano essere visibili e rintracciabili da chi sta cercando informazioni, prodotti o servizi. Non esserci, significa fallire nel proprio progetto, non vendere, non convertire.

Il successo planetario di Google è dovuto non solo alla vastità del suo indice, ma anche alla capacità di offrire risultati pertinenti, grazie ad algoritmi sempre più raffinati e intelligenti, capaci di capire il contesto e l’intento di ricerca dietro a una query e, dunque, di restituire risultati esaurienti.

Google va a caccia di buoni contenuti da restituire alle persone che ne cercano sulla sua piattaforma. Le possibilità di sfruttare appieno questo metodo sono molto appetibili. Dunque, scriverne di validi è senza dubbio una buona premessa. Ma dobbiamo anche tenere a mente che il posizionamento sui motori di ricerca dipende da più fattori, o regole SEO, di cui andiamo a parlare proprio in questa guida aggiornata al 2024. Anno in cui vedremo affermarsi alcuni importanti cambiamenti.

Vediamo come ottimizzare la visibilità sui motori di ricerca.

Cos’è il Posizionamento SEO

Il posizionamento SEO (Search Engine Optimization) si riferisce alla capacità di una pagina web di comparire nelle prime posizioni organiche (non a pagamento) nei risultati di ricerca.

Essere posizionati significa comparire il più in alto possibile quando gli utenti cercano parole chiave correlate ai contenuti di un sito.

È un concetto che si traduce in fatti, indubbiamente, ma destinato a evolvere e a espandersi nel tempo. All’inizio Internet era un mondo semplice con pochi “grilli per la testa”. E infatti, bastava seminare qui e lì qualche parola chiave per ambire alla prima pagina in SERP (Search Engine Results Page), ovvero la pagina dei risultati di ricerca di Google.

Negli anni, le cose sono cambiate parecchio e il posizionamento SEO oggi richiede un’ottimizzazione più varia ed elaborata, più di una competenza e conoscenze trasversali. Richiede dunque professionisti in grado di mettere tutti i pezzi insieme tra le “varie seo”.

I fattori di ranking che concorrono al posizionamento SEO

Alcuni fattori influenzano il ranking o posizionamento di un sito e delle sue pagine, tra questi:

  • Pertinenza delle keyword / parole chiave: l’importanza della selezione delle parole chiave giuste per il target di riferimento e tecniche per identificarle.
  • Ottimizzazione SEO tecnica: velocità del sito, Mobile Responsive, l’utilizzo di HTTPS, la creazione di una sitemap XML e l’uso di file robots.txt.
  • User Experience (UX): l’engagement impatta sul posizionamento.
  • Ottimizzazione on-page (titoli, headings (H2, H3, H4, ecc, meta-tag, struttura dell’URL, qualità dei contenuti, corrispondenza tra query e contenuti). Strategia di Content Marketing.
  • SEO Off-Page: Link Building e autorità del sito; i link esterni e il network di backlink influenzano l’autorevolezza percepita dai motori.
  • Local SEO: strategie specifiche per ottimizzare il posizionamento su ricerche geolocalizzate, inclusa la gestione di Google My Business e la presenza in directory locali.

Quante SEO? Tante SEO

Identifichiamo almeno 3 macroaree all’interno delle quali avviene il grosso del lavoro di posizionamento.

  • On page SEO
  • Off page SEO
  • Technical SEO

Essendo diverse le operazioni di ottimizzazione SEO, si deve distinguere tra la SEO tecnica, che concentra la propria attenzione sull’architettura del sito. Queste sono quelle attività che è sempre meglio affidare a un SEO expert che potrà controllare/correggere il codice delle varie pagine del sito e ottimizzarle per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

La SEO on-page, invece, si focalizza sui contenuti della pagina del sito e su tutte quelle azioni di ottimizzazione compiute sul sito, che vediamo a breve nel dettaglio.

C’è poi la SEO off-page, che invece riguarda i link esterni, detti anche backlink, che rimandano al sito aziendale con l’obiettivo di migliorare la brand reputation e l’autorevolezza dell’azienda.

La SEO off-page coinvolge anche le Digital PR, ovvero le pubbliche relazioni digitali che permettono di ottenere link di alta qualità e menzioni all’interno di quotidiani online e siti web prestigiosi e affidabili.

Influenza dell’autorevolezza del Brand sul Posizionamento SEO

La Brand Identity è un tassello della SEO. Quando si lavora al posizionamento SEO, è importante non tralasciare gli aspetti legati all’identità e alla reputazione del marchio.

Google, infatti, oltre ai fattori tecnici e di ottimizzazione, considera diversi elementi più qualitativi nel suo algoritmo di ranking. In particolare, uno dei parametri chiave che valuta è E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness and Trustworthiness). Questo significa che i risultati di ricerca devono fornire un’esperienza coerente con le aspettative dell’utente ed essere entità affidabili.

Un brand riconoscibile e apprezzato dalle persone stimola una risposta di fiducia, e può fornire un’esperienza in linea con le aspettative di chi fa ricerca.

Un brand riconosciuto e stimato può guadagnare link di qualità in modo più naturale, ricevere maggiore fiducia da parte degli utenti e ottenere una maggiore visibilità. Questi fattori contribuiscono a un migliore posizionamento nei risultati di ricerca.

La costruzione dell’autorevolezza del brand passa attraverso la creazione di contenuti di alta qualità, la coerenza del messaggio e la capacità di stabilire una relazione di fiducia con il proprio pubblico.

Cos’è un algoritmo e come funziona quello di Google

Non possiamo parlare di posizionamento SEO senza fare riferimento agli algoritmi, che sono sistemi informatici utilizzati da Google per interpretare le ricerche effettuate dagli utenti e fornire risposte personalizzate.

Questi algoritmi sono basati su complessi modelli matematici che vengono addestrati attraverso l’apprendimento automatico (Machine Learning), utilizzando enormi quantità di dati.

I principali algoritmi di Google svolgono funzioni specifiche:

  • L’algoritmo di ranking determina la rilevanza e l’ordine dei risultati di ricerca, basandosi su oltre 200 fattori, sia tecnici sia legati al contenuto e alla qualità delle pagine.
  • Gli algoritmi di personalizzazione tengono conto delle preferenze e del contesto dell’utente per fornire risultati più adatti alle sue esigenze individuali.
  • Gli algoritmi di indicizzazione consentono ai crawler di Google di visitare e indicizzare le pagine web, rendendole così disponibili nei risultati di ricerca.

Posizionamento SEO nell’era dell’intelligenza artificiale: AI overview e query fan-out

Il 2025-2026 segna un cambio di paradigma per la SEO. Con l’introduzione delle AI Overview e del Google AI Mode, il motore di ricerca non restituisce più solo una lista di link: genera risposte dirette, sintetiche e contestuali, combinando informazioni da più fonti. Per chi lavora sulla qualità dei contenuti, questa è un’opportunità, non una minaccia.

Come funzionano le AI overview e come selezionano i contenuti

Quando un utente effettua una ricerca complessa, Google può attivare una risposta generata dall’AI che sintetizza le informazioni più rilevanti trovate nel web, citando le fonti utilizzate. Le fonti vengono selezionate attraverso una pipeline a due stadi.

Il primo stadio (recall) utilizza un bi-encoder per identificare rapidamente, tra miliardi di pagine, i contenuti potenzialmente pertinenti alla query. In questa fase conta l’ampiezza semantica: i contenuti che coprono in modo naturale e completo il cluster di concetti correlati al topic hanno maggiori probabilità di superare il filtro.

Il secondo stadio (precision) utilizza un cross-encoder, detto anche reranker, per valutare in profondità l’allineamento tra la query e ciascun contenuto candidato. Qui contano la specificità delle risposte, la presenza di dati concreti, la struttura estraibile del contenuto e l’allineamento preciso tra intento della query e informazioni fornite.

Per essere selezionati come fonte nelle AI Overview, i contenuti devono avere un’ampia copertura semantica dell’argomento, risposte dirette e specifiche a domande concrete, una struttura a blocchi autonomi comprensibili anche fuori contesto, dati concreti con esempi e metriche, e un allineamento preciso tra l’intento di chi cerca e il contenuto fornito.

Ho approfondito nel dettaglio il funzionamento degli embeddings, della cosine similarity e della pipeline bi-encoder/cross-encoder nel mio articolo dedicato: Come le AI Overviews selezionano i contenuti: dalla teoria alla pratica.

Il query fan-out: una singola ricerca diventa molte domande

Al centro del Google AI Mode c’è il meccanismo di query fan-out: una singola domanda complessa viene scomposta automaticamente in più sotto-query parallele, ciascuna focalizzata su un aspetto specifico dell’argomento. I risultati vengono poi aggregati in una risposta unica e articolata.

Questo cambia radicalmente il modo in cui dobbiamo progettare i contenuti. Non basta più ottimizzare per una singola keyword: ogni sezione di un articolo deve poter rispondere autonomamente a una sotto-query specifica. Ogni paragrafo deve essere un “semantic chunk” — un blocco di contenuto autosufficiente, comprensibile anche estrapolato dal contesto.

È il principio su cui ho costruito il mio Framework FAN-OUT, che prevede sei step operativi: Focus on Intent (mappa gli intenti principali e secondari), Assemble Topic Clusters (crea pillar e cluster page per coprire i sotto-intenti), Nurture with Structure (rendi i contenuti a blocchi con FAQ, tabelle, elenchi strutturati), Overlay Technical Schema (implementa i dati strutturati e ottimizza le performance), Use Authority & Citations (inserisci fonti autorevoli e cura le digital PR), Track Update Iterate (monitora le citazioni AI e aggiorna costantemente).

Cosa cambia concretamente per il tuo sito

La visibilità non si misura più solo in posizioni nella SERP tradizionale, ma anche in citazioni all’interno delle risposte AI. Le metriche tradizionali di traffico organico vanno integrate con nuovi indicatori: share of voice nelle risposte AI, frequenza di citazione, presenza nei risultati multimodali.

Per chi lavora bene, questa evoluzione è un’opportunità concreta. Le AI di Google tendono a selezionare contenuti autorevoli, completi e ben strutturati — esattamente quello su cui un buon lavoro SEO si fonda. Chi ha investito in qualità, topical authority e ottimizzazione semantica si troverà avvantaggiato. Chi ha puntato su scorciatoie algoritmiche vedrà il proprio posizionamento erodersi progressivamente.

Nel mio lavoro quotidiano con il Metodo AUREA e il SEO Leader System, ho già integrato queste dinamiche: ogni contenuto viene progettato per essere sia posizionabile nei risultati organici classici sia selezionabile come fonte autorevole dalle AI di Google.

Differenza tra Indicizzazione e Posizionamento nei motori di ricerca

Spesso si sovrappongono i due concetti di indicizzazione e posizionamento, che non sono la stessa cosa. I due concetti rappresentano due fasi distinte del lavoro SEO.

Il posizionamento, come abbiamo visto, interviene in una fase successiva, attraverso ottimizzazioni che mirano a far comparire una pagina nelle prime posizioni dei risultati di ricerca.

Indicizzare una pagina/un sito significa rendere il contenuto reperibile dagli indici di Google, in modo che venga correttamente archiviato e catalogato. Pronto per essere restituito in SERP quando viene fatta una ricerca.

Per raffigurare l’indicizzazione viene spesso usata la similitudine con una grande biblioteca dove gli indici sono gli scaffali che contengono i “libri” (le pagine web), e il crawler è il “ragno” che effettua lo scanning e l’archiviazione.

È dunque fondamentale prima di tutto fare in modo che ogni pagina sia indicizzabile, verificandone l’accessibilità e la “leggibilità” da parte del crawler.

Questo significa verificare due aspetti chiave:

  1. Accessibilità: assicurarsi che il crawler di Google possa raggiungere liberamente tutte le pagine del sito senza incappare in limitazioni tecniche (es. pagine bloccate da robots.txt).
  2. “Leggibilità”: verificare che le pagine siano codificate correttamente e contengano tutte le informazioni strutturali (tags, metadati ecc.) necessarie affinché il crawler possa “leggerle/comprenderle” e indicizzarne correttamente i contenuti.

Questi sono i primi controlli fondamentali, in quanto senza una corretta accessibilità e leggibilità da parte del crawler, una pagina web risulterà “invisibile” agli occhi di Google, e non potrà essere indicizzata.

Queste operazioni di indicizzazione rientrano in quella che viene definita “SEO tecnica”.

SEO Tecnica

Abbiamo accennato poco sopra, parlando dell’indicizzazione, all’importanza di permettere al crawler di Google di accedere a pagine, file e cartelle. Affinché questo sia possibile, si devono analizzare e scrivere in modo corretto i file robots.txt e la sitemap e più in generale di SEO Tecnica

Robots.txt e Sitemap per guidare i motori di ricerca
Cos’è il Robots.txt:

Il Robot.txt è un file di testo che controlla il comportamento dei crawler sul sito,

●     va posizionato nella root del dominio (esempio.it/robots.txt)

●     contiene istruzioni di accesso/esclusione delle aree del sito

●     si scrive con direttive “User-agent” e “Disallow”.

Esempio:
User-agent: *
Disallow: /area1/
Disallow: /area2/

User-agent: *

Questa riga si riferisce a tutti gli user-agent, ovvero i crawler e spider dei motori di ricerca che accedono al sito. Il simbolo * indica che le istruzioni che seguono si applicheranno a qualsiasi crawler.

Disallow: /area1/

Questa direttiva esclude (disallow) l’accesso ai crawler all’URL http://esempio.it/area1 e a tutte le sue sottodirectory e pagine. L’area1 non verrà quindi indicizzata.

Disallow: /area2/

Anche in questo caso, si esclude l’accesso all’area del sito e a tutti i suoi contenuti.

In sostanza, le direttive del robots.txt permettono di indicare quali sono le aree del sito che si desidera far indicizzare o meno dai motori di ricerca, garantendo un controllo mirato sull’indicizzazione.

Cos’è la Sitemap:

●     File che elenca tutte le URL del sito utili per la navigazione

●     Viene letto dai crawler per una copertura indicizzazione totale

●     Può essere in formato XML o txt

●     Va aggiornato periodicamente.

Esempio XML:

<?xml version=”1.0″ encoding=”UTF-8″?> <urlset xmlns=”http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9″> <url> <loc>http://www.example.com/</loc> </url> </urlset>

La sitemap migliora l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca e consente al crawler di Google e ad altri motori di scoprire più facilmente tutte le pagine del sito.

  • Aumenta la copertura di indicizzazione: grazie alla sitemap anche le pagine meno visibili possono essere raggiunte e indicizzate.
  • Riduce i tempi di indicizzazione iniziale: la sitemap accelera il processo di prima scansione e indicizzazione.
  • Supporta l’aggiornamento costante: mantenendo la sitemap sempre aggiornata, anche le nuove pagine vengono visitate dal crawler più rapidamente.
  • Facilita la navigazione interna: aiuta gli utenti a scoprire più facilmente tutti i contenuti del portale.
  • Semplifica l’analisi del sito: permette di tenere sempre sotto controllo lo stato di indicizzazione di tutte le URL.
  • È un requisito fondamentale per il rendiconto su Google Search Console.

Schema Markup per arricchire i risultati di ricerca

Schema markup è un linguaggio basato su JSON-LD che permette di arricchire i risultati di ricerca di informazioni aggiuntive tramite i cosiddetti “rich snippet”.

I rich snippet sono porzioni di contenuto aggiuntive rispetto al semplice URL e titolo, che appaiono all’interno dei risultati di ricerca di motori come Google.

Grazie allo schema markup è possibile includere elementi aggiuntivi come:

●     Immagini e descrizioni per schema a oggetti/prodotti

●     Orari di apertura e posizione per schemi local business

●     Valutazioni, prezzi e disponibilità per schemi a offerte/recensioni

●     Autore, data e thumbnail per schemi a articoli/blog post

Questo consente di migliorare il posizionamento SEO in quanto i risultati diventano più completi e invitanti già nelle SERP.

Velocità del Sito e User Experience

L’user experience ricopre un ruolo chiave nell’ottimizzazione SEO di un sito. Un aspetto sempre più importante riguarda la velocità di caricamento delle pagine, che incide positivamente sul posizionamento nei motori di ricerca.

Tra gli aspetti tecnici più importanti da tenere in considerazione c’è la velocità di caricamento delle pagine del vostro sito web. Infatti, soprattutto negli ultimi tempi, la correlazione tra velocità di caricamento di un sito e posizionamento su Google è forte. Un sito web lento sarà mal visto da Google, oltre che dagli utenti che, spazientiti, potrebbero cercare altrove le informazioni che stanno cercando.

Dal momento che probabilmente metterete in pratica una strategia di content mktg, è importante che tutti i contenuti non rallentino il caricamento delle pagine e non vi penalizzino. Google infatti premia la velocità di caricamento, che negli anni è diventata un fattore importante. Oggi infatti si parla di velocità di caricamento come di un Core Web Vitals di Google. Ovvero uno di quei valori ritenuti importanti per migliorare sempre di più la user experience degli utenti.

Google, infatti, considera la fluidità della user experience come un fattore rilevante nel ranking delle pagine. Per questo motivo è essenziale che un sito sia ottimizzato anche in ottica mobile e presenti un design responsivo.

Ormai tutti noi navighiamo su siti web tramite telefonino. Un aspetto importante, da tenere in considerazione quando si realizza o si ottimizza un sito web, è quindi la visualizzazione tramite mobile. Tutte le pagine del sito devono essere visualizzate correttamente qualunque sia il device utilizzato. Il rischio, quando non è così, è che Google vi penalizzi. A questo proposito ecco le best practice per l’indicizzazione di siti mobile e mobile-first.

Curando l’ottimizzazione della velocità, ad esempio attraverso strumenti come Google PageSpeed Insights, che aiutano ad analizzare e migliorare le performance, il sito risulterà più reattivo su tutti i dispositivi.
Una user experience fluida su mobile, con tempi di caricamento ridotti e navigazione semplice, non solo migliora la soddisfazione dell’utente ma avvantaggia anche il posizionamento organico su Google.

Un ulteriore aspetto da considerare riguarda i Core Web Vitals, ossia parametri fondamentali che descrivono la user experience sul web e che sono sempre più determinanti per il ranking delle pagine nei motori di ricerca.

Cosa sono i Core Web Vitals

I Core Web Vitals sono indicatori chiave introdotti da Google per misurare la user experience delle pagine web.

I tre parametri principali sono:

  • Largest Contentful Paint (LCP): misura il tempo di caricamento del contenuto principale della pagina. Va ottimizzato sotto i 2,5 secondi.
  • First Input Delay (FID): rileva i ritardi nella risposta ai click e alle interazioni dell’utente. Deve essere inferiore a 100 millisecondi.
  • Cumulative Layout Shift (CLS): quantifica i cambiamenti di layout/posizione degli elementi durante il caricamento. Il valore ideale è 0.

Da marzo 2024, Google ha annunciato che il FID verrà sostituito dalla nuova metrica INP tra i Core Web Vitals.

Per migliorarli è possibile, tra le altre cose:

  • ottimizzare dimensioni e numero di richieste HTTP
  • minificare CSS, JS e HTML
  • utilizzare image optimizer
  • implementare lazy loading e prefetching
  • gestire meglio i reflow/relayout con JS
  • attivare compressione, caching, HTTP/2
  • monitorarli con Chrome DevTools e Google Lighthouse.

Ti suggerisco se hai un sito wordpress la lettura di questo mio articolo su come velocizzare sito Wordpress

Posizionamento SEO e Ottimizzazione Mobile

L’ottimizzazione per dispositivi mobili è diventata un fattore essenziale per il posizionamento nei motori di ricerca. Con l’utilizzo degli smartphone per la navigazione in internet, Google e altri motori di ricerca hanno iniziato a premiare i siti che offrono un’esperienza utente ottimale su dispositivi mobili.

Siti che offrono una struttura responsive del sito, tempi di caricamento rapidi e un’interfaccia user-friendly. Un sito ottimizzato per i dispositivi mobili migliora l’esperienza di navigazione e, dunque, anche il posizionamento nei risultati di ricerca, essendo i siti mobile-friendly favoriti nell’indicizzazione e nel ranking.

Ottimizzazione SEO On Page per migliorare il posizionamento organico sui motori di ricerca

L’ottimizzazione SEO on-page indica l’insieme delle azioni da effettuare direttamente nelle pagine web (on page appunto), al fine di migliorarne la visibilità e il posizionamento nei motori di ricerca.

Nello specifico, l’ottimizzazione on-page comprende:

  • Ottimizzazione dei titoli (title tag): descrivono sinteticamente i contenuti e dovrebbero includere parole chiave.
  • Ottimizzazione l’attributo alt per le immagini.
  • Strutturazione degli heading (H1, H2, H3, ecc): aiutano a ordinare gerarchicamente i contenuti creando dei paragrafi.
  • Ottimizzazione della Meta Description per lo snippet che compare nella SERP di Google, finalizzata alla presentazione dei risultati capaci di attirare il click.
  • Ottimizzazione dei contenuti: utilizzo delle parole chiave rilevanti e ottima struttura dei paragrafi.
  • Struttura interna delle pagine: URL, navigazione interna, velocità di caricamento.
  • Validazione del codice HTML/CSS: migliora l’esperienza utente e l’indicizzabilità.

Tutti questi aspetti li abbiamo trattati in questo articolo specifico sulla Ottimizzazione SEO.

Posizionamento organico motori di ricerca: come scegliere le parole chiave per posizionarsi sulla SERP di Google

La scelta delle parole chiave per creare il menu del sito e i contenuti è fondamentale per realizzare una struttura gerarchica e creare la tassonomia delle pagine di categoria, prodotti, servizi, singolo prodotto, articoli informativi del blog.

Non ci si può confondere tra i vari intenti di ricerca che sono diversi per ogni sezione del sito e che saranno le tassonomie per le varie voci di menu e sottomenu, breadcrumbs, call to action e altro genere di microcontenuti.

Keyword Research: trovare le parole chiave giuste

Esistono keyword con diversi intenti di ricerca, informativi, commerciali, transazionali, navigazionali.

È necessario, dunque, fare un’analisi approfondita delle parole chiave più adatte utilizzando strumenti gratuiti o a pagamento come il Google Keyword Planner (associato al servizio Google ADS), SeoZoom o Semrush (con formule freebie) tanto per fare esempi, per identificare le parole chiave più rilevanti per il proprio settore.

Nell’analisi si devono considerare sia termini ad alto volume di ricerca sia le parole chiave a coda lunga, che possono attrarre traffico più qualificato. Anche di questo argomento parliamo più nel dettaglio nella guida alla ottimizzazione SEO.

SEO On-Page: creazione di contenuti originali

Inutile dire che i contenuti di alta qualità, che rispondono alle esigenze degli utenti, sono da sempre fondamentali per il posizionamento SEO.

Infatti, Google premia i siti che offrono valore ai visitatori con contenuti pertinenti e informativi. Un contenuto ben scritto, che risponde alle domande specifiche degli utenti, è un fattore di ranking, ancora oggi e sempre lo sarà. Malgrado l’avvento dell’AI generativa, senza contenuti prodotti da noi, esseri umani sulla base della nostra esperienza, anche il bot che sia ChatGpt, Gemini, o altro. Questo anche per rispondere anche a chi pensa che la SEO possa crollare a picco a causa dei chatbot…

A questo proposito, entrano in gioco alcuni aspetti diventati sempre più importanti nel tempo, oggi imprescindibili vista la mole dei contenuti presente in rete e la necessità di distinguersi:

  • la pertinenza delle parole chiave
  • la posizione delle parole chiave all’interno del contenuto
  • la presenza delle correlate o delle parole che in qualche modo sono legate al topic, per completare il campo semantico
  • la struttura del contenuto e la formattazione
  • l’organizzazione interna dei collegamenti ipertestuali

Senza dimenticare la capacità di invogliare alla lettura con una scrittura invitante, dinamica, che guidi in un percorso di scoperta dell’informazione successiva. Da queste premesse nasce la figura del SEO Copywriter e dell’attività di SEO Copywriting.

Inoltre, come specificato nei paragrafi precedenti, Google considera anche i parametri EEAT, ovvero le competenze e l’esperienza di chi scrive il contenuto che ne rappresentano anche l’affidabilità.

Content Marketing e SEO, strategie sinergiche

Content Marketing e SEO sono da considerarsi strategie sinergiche che, se ben integrate, massimizzano la visibilità online e il raggiungimento degli obiettivi di business.

Il Content Marketing è una strategia che può contribuire a far salire il sito grazie alla produzione/distribuzione dei contenuti del blog, social, newsletter, landing page, guest post, e altri canali, per attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti, in ottica Content/Inbound Marketing.

In pratica, producendo contenuti si supporta anche il lavoro di ottimizzazione SEO perché i motori di ricerca premiano i siti che pubblicano con regolarità contenuti di qualità per gli utenti.

Pubblicare contenuti coinvolgenti, condivisibili e in grado di aumentare il tempo di permanenza sul sito, è un segnale che Google valuta come positivo e che incide anche sul posizionamento.

Posizionamento motori di ricerca con il Blog aziendale

Il blog aziendale è lo strumento principe del content marketing nonché il luogo ideale all’interno del quale pubblicare contenuti ottimizzati SEO.

Il blog, infatti, contribuisce a migliorare il posizionamento organico di un sito web o eCommerce nei risultati dei motori di ricerca.

Mantenere un blog, tuttavia, può essere impegnativo perché diventano fattori rilevanti l’analisi delle parole chiave con le quali rispondere alle possibili domande delle persone che devono essere traghettate sui contenuti del blog, altrimenti è inutile averlo.

In sintesi, si dovrebbe

  • creare un piano articolo con le parole chiave e query (domande delle persone intorno a un argomento legato al proprio prodotto o servizio
  • pubblicare con periodicità
  • metter su una strategia di cross linking – tra i vari articoli del blog – link esterni e backlinking da altri siti o blog.

Inoltre, gli articoli del blog dovrebbero essere utili, pertinenti, ben strutturati, formattati correttamente e approfonditi, e rispondere ai criteri che Google valuta con attenzione: Expertise, Authoritativeness, Trusthwortiness.

Google News per una maggiore visibilità organica

Pubblicando articoli attuali, informativi e di alta qualità su Google News, si può aumentare sia la visibilità sia l’autorità online di un sito. La presenza su questa piattaforma implica l’offerta di contenuti costantemente aggiornati e strettamente pertinenti, fattori che Google considera di grande importanza nei suoi algoritmi di ranking.

Essere inseriti in Google News non solo porta una maggiore esposizione di fronte a un pubblico interessato e mirato, ma invia anche segnali positivi ai motori di ricerca riguardo la rilevanza e l’attendibilità dei contenuti offerti. Questo può tradursi in un miglior posizionamento nelle pagine dei risultati di ricerca. Inoltre, essere citati su Google News può portare a un aumento del traffico web, a una maggiore fiducia da parte degli utenti e, potenzialmente, a opportunità di backlinking di qualità da siti autorevoli.

SEO Off-Page: i Backlink

Uno degli aspetti di una buona strategia di posizionamento sui motori di ricerca è l’attività di Link Building. La link building fa parte dell’ottimizzazione SEO off-page, ovvero di tutte quelle attività che vengono compiute fuori dal sito web.

Una buona strategia di Link Building punta a ottenere link esterni, o backlink, di buona qualità, ovvero coerenti con i temi trattati dal proprio sito web, provenienti da un sito autorevole. Inoltre, ogni volta che si ottiene un backlink si consiglia di monitorare l’anchor text, che può essere un elemento molto importante per l’ottimizzazione SEO.

Quando si parla di SEO off site è fondamentale non perdere mai di vista il concetto di pagerank e di autorevolezza di un dominio. Questo perché i link da siti autorevoli sono visti come un segno di affidabilità e autorità, e aumentano la credibilità di un sito.

Social Media Marketing e Posizionamento SEO

I social media influenzano indirettamente il posizionamento SEO. Le attività sui social media, come la condivisione di contenuti del sito web e l’interazione con il pubblico, possono aumentare la visibilità e la rilevanza del sito, influenzando indirettamente il ranking nei motori di ricerca.

Anche se i segnali sociali (like, condivisioni) non sono un fattore diretto di ranking, possono essere interpretati dai motori di ricerca come indicatori di affidabilità e popolarità di un sito, e dunque possono aumentarne traffico e visibilità.

Una presenza attiva sui social media, con la condivisione di contenuti di qualità, può portare a maggiore engagement, diffusione dei contenuti e potenziali backlink, contribuendo così a migliorare il posizionamento SEO.

Citazioni e Menzioni: l’Impatto sul Posizionamento organico

Le citazioni e le menzioni di un brand o di un sito web su altre piattaforme possono influenzare positivamente il posizionamento SEO. Anche se non includono un link diretto, queste menzioni aumentano la visibilità e l’autorevolezza di un sito, contribuendo a costruire la reputazione online. Google riconosce queste citazioni come segnali di fiducia e rilevanza, che possono favorire un miglior posizionamento nei risultati di ricerca.

Posizionamento motori di ricerca: SEO Locale con Google Profile

Sì, la SEO è anche quella che lavora sulla visibilità locale rivolta ad aziende, imprese, negozi, ristoranti, locali commerciali vari e studi professionali geolocalizzati, dunque presenti in una determinata località.

Google Profile, ex Google My Business, è una scheda che si può compilare gratuitamente, con il proprio profilo, descrizione, informazioni su prodotti e servizi, raccogliendo recensioni positive. Ma anche di questo argomento diamo ulteriori dettagli nell’articolo sull’ottimizzazione SEO.

Sicurezza e Privacy

La privacy e la sicurezza degli utenti è sempre più importante, tanto da influire anche su ranking e posizionamento SEO. Ecco un esempio: i link che portano l’utente a una risorsa esterna al dominio aprendola su un’altra pagina dovrebbero essere valorizzati a livello HTML con gli attributi rel=”noopener” o rel=”noreferrer” per evitare fenomeni come quello del phishing. In modo simile, ormai è assolutamente consigliato per un dominio il protocollo https al posto del vecchio http

Tool di Monitoraggio e Analisi KPI fondamentali

L’utilizzo di tool di monitoraggio e analisi come Google Analytics e Google Search Console è fondamentale per ottimizzare la tua strategia SEO. Tuttavia, con le recenti modifiche nelle normative sui cookie, è importante assicurarsi di essere in conformità con le leggi sulla privacy, integrando strumenti che consentano una raccolta di dati rispettosa della privacy degli utenti.

Altri strumenti utili per l’analisi e il monitoraggio includono SEMrush, SeoZoom per un’analisi approfondita delle parole chiave e della concorrenza, e Ahrefs, che offre una visione dettagliata sui backlink e sulle performance del sito. Inoltre, piattaforme come Moz e Screaming Frog possono fornire ulteriori insight sull’ottimizzazione on-page e su eventuali problemi tecnici.

Audit tecnico SEO

Un SEO audit tecnico serve per identificare e risolvere quei problemi che possono influenzare negativamente il posizionamento del sito web nei motori di ricerca.

Durante un audit SEO, si analizzano vari aspetti per garantire che il sito web sia tecnicamente ottimizzato:

  • Errori di scansione: errori che i crawler dei motori di ricerca potrebbero incontrare, come pagine non trovate (404) o problemi di server.
  • Collegamenti rotti: link interni ed esterni non funzionanti, che possono danneggiare l’esperienza utente e l’autorevolezza del sito.
  • Contenuti duplicati: contenuti ripetuti o molto simili all’interno del sito, che possono creare confusione nei motori di ricerca e diluire il valore SEO.
  • Indicizzazione delle pagine: tutte le pagine rilevanti devono essere accessibili e indicizzate correttamente dai motori di ricerca, eliminando quelle superflue o con poco valore dal punto di vista SEO.

Quanto costa il posizionamento SEO e in quanto tempo si vedono i risultati

È una delle domande che mi sento rivolgere più spesso, e la risposta dipende sempre dal contesto specifico.

Investimento economico

Il costo di una strategia SEO varia in base alla competitività del settore, allo stato attuale del sito, agli obiettivi da raggiungere e all’ampiezza del progetto. Per dare un ordine di grandezza: una Local SEO per un’attività locale può partire da 400-600 € mensili, una strategia SEO per un sito aziendale si colloca generalmente tra 800 e 1.500 € mensili, mentre la SEO per un e-commerce, che richiede un lavoro più articolato su catalogo, architettura e schede prodotto, parte tipicamente da 900-1.500 € mensili. L’investimento annuale medio per una PMI si colloca tra i 6.000 e i 18.000 €.

Tempistiche realistiche

La SEO non è pubblicità a pagamento: i risultati non sono immediati. In condizioni normali, i primi miglioramenti significativi si osservano dopo 3-6 mesi dall’avvio della strategia, con un consolidamento progressivo tra i 6 e i 12 mesi. Per settori molto competitivi o siti con problematiche tecniche importanti, i tempi possono essere più lunghi.

La SEO è una maratona, un investimento a medio-lungo termine che, a differenza delle campagne pay-per-click, costruisce un asset duraturo: una volta raggiunte buone posizioni e una solida autorevolezza, il traffico organico continua a generare valore anche senza investimenti incrementali costanti. È questa la differenza fondamentale con l’advertising: la SEO crea patrimonio digitale.

Posizionamento SEO e Google Ads: due approcci complementari

Un’altra domanda ricorrente è se convenga investire in SEO o in Google Ads. Nella mia esperienza, non si tratta di scegliere tra l’uno o l’altro: sono strategie con tempistiche e meccanismi diversi che funzionano meglio insieme.

Google Ads produce visibilità immediata ma a pagamento: appena si interrompe il budget, il traffico si ferma. La SEO richiede tempo ma costruisce una visibilità organica che genera traffico continuativo senza costi per singolo clic.

L’approccio più efficace che applico con i miei clienti prevede di utilizzare Google Ads per ottenere risultati rapidi su keyword ad alta conversione — specialmente in fase di lancio o per promozioni specifiche — mentre la SEO lavora in parallelo per conquistare posizioni organiche stabili. Man mano che il posizionamento organico migliora, la dipendenza dall’advertising diminuisce e il costo complessivo di acquisizione del traffico si riduce significativamente. È un percorso che ho visto produrre risultati concreti in settori che vanno dall’e-commerce alla consulenza professionale.

Perché avvalersi di un Consulente SEO

Un consulente SEO può aiutarti ad applicare in maniera corretta tutte le regole SEO che abbiamo descritto per migliorare il posizionamento su Google.

In un campo in costante evoluzione come quello della SEO, le regole del posizionamento sui motori di ricerca sono in continuo cambiamento, a causa degli aggiornamenti degli algoritmi e delle nuove tendenze di ricerca degli utenti.

Un esperto SEO ha la competenza per navigare in questo ambiente dinamico, anticipando le tendenze prossime, evitando penalizzazioni, adattando le strategie secondo gli standard più recenti per garantire che il sito mantenga o migliori il suo posizionamento.

Ovviamente il lavoro di SEO non può essere improvvisato e richiede preparazione e continuo aggiornamento. Non sempre, facendo altro, è possibile curare anche questo aspetto. Occorre leggere, studiare e tenersi informati. Un esperto SEO, come SEO Leader, ti aiuta proprio a fare questo.

Inoltre, un consulente SEO si occupa di fare SEO audit avanzata per il tuo sito, se già esistente, prima di iniziare qualsiasi attività. Effettuare un’analisi del traffico del sito web e degli altri aspetti che riguardano il posizionamento è utile nonché importante per comprendere quali azioni è meglio mettere in atto senza fare danni.

Domande frequenti sul posizionamento SEO

Cos’è il posizionamento SEO in parole semplici?

Il posizionamento SEO è l’insieme delle attività strategiche e tecniche che permettono a un sito web di comparire tra i primi risultati organici di Google quando qualcuno cerca parole chiave legate ai tuoi prodotti, servizi o contenuti. Nel 2026, include anche la capacità di essere citati come fonte autorevole nelle risposte generate dalle AI di Google (AI Overview).

Quanto tempo ci vuole per posizionarsi su Google?

I primi risultati tangibili si ottengono generalmente dopo 3-6 mesi di lavoro costante e ben strutturato. Il consolidamento delle posizioni avviene tra i 6 e i 12 mesi. Settori molto competitivi possono richiedere tempi più lunghi. La SEO è un investimento a medio-lungo termine che costruisce un asset di valore crescente nel tempo.

La SEO è ancora utile con l’arrivo delle AI overview?

Più che mai. Le AI Overview non eliminano la necessità di contenuti ottimizzati: al contrario, selezionano e citano le fonti più autorevoli, complete e strutturate. Chi investe in SEO di qualità oggi sarà la fonte preferita anche per le risposte generate dall’intelligenza artificiale di Google. Ne parlo in dettaglio nel mio articolo su come le AI Overview selezionano i contenuti.

Posso fare SEO da solo oppure serve un professionista?

Le basi della SEO possono essere apprese e applicate autonomamente, soprattutto per siti semplici e settori poco competitivi. Per progetti articolati, e-commerce o mercati molto competitivi, un consulente SEO esperto può fare la differenza tra risultati mediocri e un posizionamento realmente efficace, evitando errori tecnici che potrebbero penalizzare il sito per mesi. Adesso con la nascita della GEO (generative engine optimization) è opportuno fare un audit AI search e valutare una consulenza GEO.

Immagine di Christian Carlo Cilli

Christian Carlo Cilli

SEO and Digital Marketing Consultant | Trainer | Innovation Manager I Create Web Marketing and Digital PR strategies

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